Gattuso fa l'Italia per la Bosnia: Pio e Cristante carte da giocare
La Gazzetta dello Sport

Gattuso fa l'Italia per la Bosnia: Pio e Cristante carte da giocare

Domenica 29 marzo 2026
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Martedì può cominciare lo stesso undici di Bergamo, ma il ct valuterà fino all'ultimo le possibili alternative a Retegui e Locatelli

Martedì può cominciare lo stesso undici di Bergamo, ma il ct valuterà fino all'ultimo le possibili alternative a Retegui e Locatelli

dal nostro inviato  Roberto Maida 29 marzo - 12:29 - FIRENZE

È stato il sabato delle fotografie rassicuranti e degli esperimenti conservativi: il gruppo squadra al gran completo, Scamacca compreso, si diverte nel torello di inizio allenamento, mentre Gravina e Buffon conversano amabilmente su una panchina a bordo ring che ricorda quelle verdi a placche, dove i bambini giocano con i nonni al parco; in campo invece Gattuso, senza rinunciare alle solite strigliate che di tanto in tanto fendono l’aria come asciugacapelli, prova in partitella la stessa formazione che ha cominciato la partita contro l’Irlanda del Nord. Tutto procede calmo verso il giorno del giudizio.

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l'atmosfera

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Quando parlava di leggerezza e spensieratezza, prima della semifinale, il commissario tecnico alludeva proprio al clima che, complice un tiepido sole, ha allietato questa giornata a Coverciano. Ma era impossibile chiedere a un gruppo di legionari infreddoliti dalle insicurezze di essere risoluti. Adesso, quando mancano poche ore alla partenza per la Bosnia, fiducia e autostima sono aumentate e con esse le percentuali di conquistare davvero il Mondiale. Sarebbe stato meglio evitare la gaffe del video di esultanza dopo i rigori di Cardiff ma la "dichiarazione spontanea" di Federico Dimarco (così è stata definita, come se fossero in corso le indagini preliminari su un presunto reato) è stata utile per anestetizzare la tensione: martedì, come ha spiegato bene Miralem Pjanic, l’Italia troverà "una bolgia e un Paese intero fermo a concentrarsi sulla partita" nello stadiolo di Zenica: meglio essere preparati e lucidi, sicuri della propria superiorità tecnica, senza alimentare lo spumeggiante orgoglio balcanico.

l'idea

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La differenza naturalmente è tutta da dimostrare nel recinto dell’arena. Qui i tifosi bosniaci non potranno entrare. Qui i nostri giocatori dovranno accontentare i desideri dei milioni di allenatori sistemati davanti al video. Gattuso può realizzare un grande risultato, per nulla scontato visto il punto di partenza senza gps e senza orientamento dal quale ha avviato la missione. Per questo forse vuole cambiare il meno possibile la formazione. Non è stata bella la Nazionale di Bergamo, anzi nel primo tempo è stata orribile. Ma la pressione era talmente forte da giustificare i tentennamenti, i tremori. Dopo il gol di Tonali, la squadra ha sbloccato il risultato e anche il complesso mondiale. E merita ancora fiducia, nell’ottica dei 90 ma anche dei 120 minuti. Mai come stavolta, con cinque o addirittura sei sostituzioni, potremmo vedere tante partite dentro alla stessa partita.

la tentazione

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Ieri in partitella infatti non si sono notati scossoni. E il movimento di consenso che sta circondando la sagoma di Pio Esposito, più che meritato per il rendimento del nostro, potrebbe non convincere Gattuso a stravolgere la coppia d’attacco. Inizialmente, si intende. Retegui non è al massimo, più a causa della frequentazione di un campionato poco competitivo che per la breve inattività, ma resta degno della massima considerazione perché nessuno nella nuova gestione ha segnato (5 reti, come Kean) e giocato più di lui. E’ un centravanti adatto alle battaglie sportive, ai corpo a corpo, e duettando con Kean ha finora portato soltanto vittorie al ct. Inoltre Pio, molto più di Retegui, possiede l’elettricità naturale per scompaginare in corso d’opera i piani altrui: gli osservatori dell’Arsenal si sono innamorati di lui quando lo hanno visto entrare, a San Siro, e accendere improvvisamente l’Inter, costringendo Arteta a modificare l’assetto difensivo. Retegui è meno impattante nel breve periodo. Ma sono solo pensieri, modificabili a seconda delle condizioni dei singoli e degli espedienti tattici previsti nella strategia.

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la mediana

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L’altro dubbio è a centrocampo, dal momento che Bastoni appare ormai recuperato e sarà confermato al centro della difesa. Gattuso deve decidere invece se insistere su Locatelli come centrale oppure se rivolgersi a Cristante, tenuto a riposo quasi ad hoc contro l’Irlanda del Nord. Anche su questo fronte, le risposte definitive arriveranno dagli ultimi due allenamenti. Ovviamente a porte chiuse: a Coverciano hanno piazzato teloni e cespugli ovunque per impedire ai curiosi di sbirciare i test tattici che si svolgono all’interno: qualunque dettaglio segreto può essere determinante per raggiungere il sospirato obiettivo.

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