Un anno fa il trapianto di cuore, ora corre la mezza maratona: l’incredibile storia di Damiano
La Gazzetta dello Sport

Un anno fa il trapianto di cuore, ora corre la mezza maratona: l’incredibile storia di Damiano

Domenica 29 marzo 2026
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Ha rischiato la vita per una miocardite fulminante, adesso con un cuore nuovo correrà 21 km il 19 aprile a Torino: "Ritornare a correre significa chiudere un cerchio"

Ha rischiato la vita per una miocardite fulminante, adesso con un cuore nuovo correrà 21 km il 19 aprile a Torino: "Ritornare a correre significa chiudere un cerchio"

Francesco Palma 29 marzo - 17:10 - MILANO

Un anno fa lottava tra la vita e la morte, sottoposto a un delicatissimo trapianto di cuore a causa di una miocardite fulminante, ora corre la mezza maratona di Torino insieme ai medici che lo hanno salvato: è la storia di Damiano, runner amatoriale di 49 anni, che ha vissuto un ottovolante di emozioni, paura e gioia nel giro di 365 giorni. Era successo tutto proprio in corsa: dopo dieci chilometri sente uno strano dolore al petto, poi in pochi giorni le condizioni di salute precipitano. La diagnosi è tremenda: è una miocardite fulminante a cellule giganti, una malattia potenzialmente mortale, perché il cuore non è più in grado di sostenere il ritmo del corpo.

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La paura e l'intervento

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Damiano viene trasferito d’urgenza all’Ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, prima in terapia intensiva coronarica, poi in cardiochirurgia. Le condizioni però peggiorano ancora, tanto da richiedere addirittura l’ECMO, la circolazione extracorporea. Il cuore ha ceduto, e Damiano viene immediatamente inserito nella lista trapianti. Dopo otto giorni arriva un cuore compatibile per il trapianto: “Le condizioni erano estremamente critiche, ma proprio in questi casi il trapianto rappresenta l’unica possibilità concreta di sopravvivenza. L’intervento è stato complesso, ma è andato bene ed ha permesso di dare a Damiano una nuova possibilità di vita” spiega il professor Massimo Boffini, che ha eseguito l’intervento insieme alla dottoressa Erika Simonato.

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Il ritorno

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Damiano ce la fa, senza mai mollare. Viene trasferito all’IRCCS Fondazione Maugeri di Veruno per la riabilitazione: deve “reimparare” a muoversi, a usare il cuore (nel vero senso della parola) e soprattutto vuole tornare a correre. Comincia a camminare, poi torna al lavoro, e alla fine ricomincia per davvero: i pochi passi dei primi giorni diventano chilometri, e agli allenamenti si aggiungono persino alcuni medici, in particolare il dottor Matteo Giunta. Un anno dopo il trapianto, Damiano tornerà a correre addirittura una mezza maratona: quella di Torino il 19 aprile. Una data non banale, perché è quella della Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di organi e tessuti: come chiudere un cerchio già disegnato dal destino. E con lui correranno anche i medici delle Molinette, proprio per testimoniare che si può tornare a vivere anche dopo un trapianto di cuore. “Ritornare a correre e partecipare a questa gara significa chiudere il cerchio che si era aperto proprio un anno fa” racconta Domenico. “Non è solo una gara ma un simbolo, un messaggio, proprio quando festeggiamo il traguardo dei 1300 trapianti” racconta il professor Mauro Rinaldi, direttore del Centro di Trapianto di Cuore e di Polmone dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino: “Il nostro Centro ha saputo evolversi nel tempo, segnando tappe importanti nella Medicina dei Trapianti sia a livello nazionale che internazionale”.

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