Italia, tutto quello che è andato storto a Zenica
L'inizio che dà fiducia, il gol di Kean, poi subentra la paura: Bastoni è il colpevole da copertina, ma è la Nazionale che non ha giocato da grande. Ecco come si è arrivati al disastro finale
Un incubo senza fine. Una maledizione. Un’apocalisse. Siamo fuori dal Mondiale ancora una volta, la terza consecutiva, ed è quella più terribile perché a undici minuti dall’America ci siamo fatti male, chiudendoci in area e lasciando che Dzeko colpisse e Tabakovic infilasse Donnarumma. Un 1-1 che ha portato a supplementari e rigori dove siamo crollati. La Bosnia, normale ma orgogliosa, entra di nuovo nella storia, come noi per motivi opposti. Ora possiamo dire tutto: la finale fuori casa, l’espulsione di Bastoni che non ha giustificazioni e ci costringe a giocare in dieci per ottanta minuti, supplementari compresi. E poi i rigori: loro dei computer, quattro su quattro, noi che segniamo solo con Tonali, mentre Esposito spara al vento il primo e Cristante colpisce la traversa con il terzo. Ma i rigori sono un caso fino a un certo punto. Non siamo stati da Mondiale. Non siamo più una grande. E pensare che eravamo in vantaggio con il bellissimo gol di Kean dopo un quarto d’ora, e che in dieci, pur subendo la loro manovra, abbiamo avuto più occasioni. Ma non siamo stati superiori di testa, non abbiamo giocato da Italia: abbiamo avuto paura, pur con tutte le attenuanti dell’uomo in meno. Ora si apre un capitolo chiave. Da oggi qualcosa succederà, deve succedere, per il bene del nostro calcio.