Ascoltare Verdi potrebbe diventare una terapia cardiaca
La Gazzetta dello Sport

Ascoltare Verdi potrebbe diventare una terapia cardiaca

Mercoledì 1 aprile 2026
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Ricercatori del King's College hanno scoperto che il cuore si sincronizza con le frasi musicali in modo preciso e misurabile. E questo potrebbe aiutare la riabilitazione

Ricercatori del King's College hanno scoperto che il cuore si sincronizza con le frasi musicali in modo preciso e misurabile. E questo potrebbe aiutare la riabilitazione

Eugenio Spagnuolo 1 aprile - 12:10 - MILANO

Che la musica rallenti il battito o acceleri la respirazione lo sa chiunque abbia mai ascoltato un Requiem in cuffia. Quello che non sapevamo però è perché. E soprattutto come sfruttarlo. Un gruppo del King's College di Londra ha provato a scoprirlo con uno studio pubblicato sull'European Heart Journal: Imaging Methods and Practice, e la risposta apre una strada verso la riabilitazione cardiaca basata sulla musica. 

I ricercatori hanno fatto ascoltare estratti d'opera a 12 coristi e 12 non coristi monitorandone battito, pressione e respirazione, chiedendo poi a entrambi di segnare i punti in cui percepivano un confine tra una frase (musicale) e l'altra. Confrontando le risposte con la partitura, si è visto che le reazioni fisiologiche dei partecipanti seguivano la struttura della musica. Questo direbbe che è possibile sapere in anticipo, guardando uno spartito, in quali punti il corpo di chi ascolta reagirà e come. "Possiamo tracciare come il cuore si allinea nel tempo con le frasi musicali", spiega Natalia Cotic, dottoranda al King's e prima autrice dello studio. "Sapevamo che la musica influenza il corpo, ma non in che modo e quando. In futuro potremmo creare musica che, per esempio, incoraggi i muscoli del cuore a flettersi, favorendo la forma cardiaca. Un allenamento cardiovascolare leggero per chi è in recupero post-operatorio. E la musica potrebbe essere utile anche per mantenere il cuore elastico". 

Musica classica amica del cuore

Sistema nervoso

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Il sistema nervoso autonomo, quello che governa battito e pressione, risponderebbe alla musica come risponde all'esercizio fisico: sollecitato, si adatta. Per i pazienti cardiovascolari che non possono muoversi, o sono in riabilitazione domiciliare, potrebbe essere un'opione in più. I ricercatori ora vogliono incrociare questi dati con quelli di un altro studio, che ha mappato come lo stato neurovegetativo di ogni persona influenzi le sue risposte alla musica. L'obiettivo? Prescrivere musica su misura per ciascun paziente, a seconda di come il suo sistema nervoso è predisposto a rispondere.

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Aritmie

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Potrebbe essere utile anche contro le aritmie. "La musica agisce sul cuore e sul cervello ed è un mezzo universale che permette di studiarne le interazioni", commenta il professor Pier Lambiase di Barts Heart Centre. "Il corpo è complesso, così come la musica, ed è stato difficile, fino a d ora, dire con certezza cosa nella musica invochi questo tipo di risposte corporee", chiosa Elaine Chew, direttrice del Digital Music Theranostics Laboratory del King's College. "Ma questo studio definisce biomarcatori oggettivi, basati sulla fisiologia, per le interazioni tra musica e cuore".

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