Le tre vite di Clifford: Tyson gli spense i sogni, lui ha imparato a dipingerli
Nato nella Louisiana più povera, è cresciuto rapinatore e in galera ha conosciuto la boxe. Da professionista si fa largo nei ranking, poi Iron Mike lo manda al tappeto. E la terza esistenza di Etienne diventa quella di pittore
Nella sua storia, lo spartiacque fu subito individuabile. Tremendamente riconoscibile. Una volta raggiunto l'apice, presumeva di dover attraversare un valico; un passo più oltre lo attendeva invece un precipizio. Quarantanove secondi oppure una vita intera: a volte non fa differenza, quando l'uomo che finisce col culo per terra alla fine non si stupisce se il flash di una sera assomiglia a tutte le lampadine che la vita gli ha fulminato. Quelli come lui per farsi ancora più male le frantumano per camminare a piedi nudi sul vetro scheggiato. Come se il destino che li viene a cercare dovesse fare solo la metà dei passi, sapendo che li incontrerà a metà strada. Il talento non basta, contro lo stigma di una perdizione. In certi casi, anzi, è un sovrappiù di maledizione, una sottolineatura di tutto il resto che manca. Che rischia di mancare per sempre.