Christian, ti ricordi la vittoria del 2006? Ora siamo bravi solo a cucinare gli spaghetti
Il volto del bimbo diventò la mascotte della Gazzetta per tutto il trionfale Mondiale in Germania: allora aveva 10 anni
Il volto del bimbo diventò la mascotte della Gazzetta per tutto il trionfale Mondiale in Germania: allora aveva 10 anni
Luigi Garlando Giornalista 2 aprile - 07:23 - MILANODopo la partita d’esordio contro il Ghana, la Gazzetta pubblicò la foto di un bimbo biondo dal sorriso gioioso, una fascia tricolore sui capelli, le guance pitturate e la scritta Italia sulla fronte. Diventò la nostra mascotte per tutto il trionfale Mondiale 2006. Figlio di mamma siciliana e papà tedesco, Christian aveva 10 anni. Oggi ne ha 30, laureato e brillante professionista a Stoccolma, dove vive con la fidanzata svedese che sposerà. Martedì era allo stadio con amici per Svezia-Polonia. "Io seguivo Bosnia-Italia sul cellulare. La Svezia è passata, noi no. Ma i miei amici non hanno infierito e io ci ho fatto l’abitudine. Neanche stavolta i bambini italiani proveranno le emozioni e l’orgoglio che ho provato io. Germania-Italia, il massimo... Il tiro del 2-0 di Del Piero sembrava che mi arrivasse in faccia, ero proprio dietro la porta. La finale la vedemmo a Roma e poi la festa al Circo Massimo".
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—Ecco lo sfascio sociale provocato dalla terza Apocalisse. L’abitudine. Mondiali ’86, ’90, ’94, ’98: ci eliminarono Platini, Maradona, il Brasile e Zidane. Quelli erano i nostri competitors. Cenavamo alla tavola dei re. Ora ci hanno fatto fuori Svezia, Macedonia e Bosnia. Non ci fanno più accomodare ai Mondiali. Nobili decaduti, ci stiamo abituando a una nuova miseria, ci sfamiamo alle mense sociali. L’orgoglio d’appartenenza è il ponte che unisce alla patria chi è lontano. Spezzarlo è un crimine. "Noi siamo italiani, bravi a cucinare e a giocare a calcio", ripetevano nel mondo quelli come Christian. Ci restano gli spaghetti. Per l’orgoglio sportivo bisogna chiedere ai “dilettanti” di Gravina.
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