La Rosea, un modello che ti entra nel sangue
Quando nacque nel 1896 fu una boccata d'aria fresca per tutto il Paese. Oggi circa otto milioni di lettori ci leggono su carta, web e social
Quando nacque nel 1896 fu una boccata d'aria fresca per tutto il Paese. Oggi circa otto milioni di lettori ci leggono su carta, web e social
Stefano Barigelli Direttore 3 aprile 2026 (modifica alle 12:02) - MILANOLa Gazzetta nasce con lo sport moderno, con i Giochi di Atene del 1896. Potrei con presunzione dire anche il contrario, cioè che lo sport moderno è nato con la Gazzetta senza allontanarmi molto dal vero. Lo sport era l'esperanto dei popoli, cosi almeno erano convinti pochi ottimisti visionari. La Gazzetta venne fondata per questo da Eugenio Costamagna e Eliso Rivera. L'Italia era guidata al Governo dal sulfureo Francesco Crispi, che l'aveva precipitata nella disastrosa guerra d'Africa. Poco prima c'era stata Adua. In quell'Italia la Gazzetta fu una boccata d'aria fresca. E anche pulita. Ebbe successo subito. Non è forse lo sport l'antidoto più efficace contro le guerre? Siccome nessun giornale lo raccontava, ci pensò la Gazzetta. Oggi tutti si occupano di un'Olimpiade. Non siamo più negli anni di fine Ottocento, quando De Amicis scriveva Amore e ginnastica e lo trattava come un segno di eccentrica modernità. Oggi lo sport è diventato di massa, fa parte della cultura condivisa a qualsiasi latitudine. I fondatori della Gazzetta, non erano dunque due simpatici inguaribili visionari, ma due precursori. Quel carattere non l'abbiamo più perso. La Gazzetta è il giornale più letto, ha il sito web più cliccato e i social sempre sportivi più visti. Circa otto milioni di lettori cercano e leggono su tutte le nostre piattaforme cosa dice la Gazza. È bello, ma non è facile. La Gazzetta ha avuto Direttori immensi. Ho avuto la fortuna di conoscere Candido Cannavò e di lavorarci assieme. Ero un vicedirettore giovane di Gazzetta venivo dal Corsera, lui aveva lasciato la guida del giornale a quasi 72 anni dopo 19 di direzione. Di tutti i redattori era naturalmente il più bravo ma, e questo era meno ovvio, il più giovane, il più curioso, il più vivace. Una grande lezione. La Gazzetta ti entra nel sangue, diceva Gino Palumbo, che invece non ho conosciuto ma avrei tanto voluto. Palumbo è stato il geniale innovatore giornalistico che rese meno polverosa la stampa italiana. Rese la Gazzetta un modello: di freschezza, di modernità, di originalità. Dirigerla è un privilegio ma anche una responsabilità. Aveva ragione Palumbo, ti entra nel sangue: 130 anni dopo è ancora così.
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