La strategia di Geely per l'Europa: alleanze e nuova mobilità
Dalla Svezia alla Germania passando per Milano e Napoli. Il colosso cinese costruisce un ecosistema globale tra industria, tecnologia e formazione. L’Italia può diventare un laboratorio decisivo
Dalla Svezia alla Germania passando per Milano e Napoli. Il colosso cinese costruisce un ecosistema globale tra industria, tecnologia e formazione. L’Italia può diventare un laboratorio decisivo
Lucia Damiata 3 aprile - 13:35 - NAPOLI Il roadshow Geely Auto Talks ha preso il via a Napoli, nei locali della Fondazione SalvatoreNon più solo auto, ma servizi. Non più possesso, ma accesso. È questa la rivoluzione con cui Geely punta a conquistare l’Europa, trasformando l'industria automobilistica in un ecosistema integrato di tecnologia, competenze e infrastrutture. Il roadshow “Geely Auto Talks” ha preso il via a Napoli, presso la Fondazione Salvatore, riunendo istituzioni, università e grandi soggetti industriali per discutere il futuro della mobilità connessa e sostenibile in Italia e in Europa. L’incontro, organizzato da Geely Auto insieme a Jameel Motors Italia, ha segnato l’avvio di un tour nazionale dedicato al “Rinascimento tecnologico” dell’automotive, con un focus su innovazione, formazione e nuove competenze. Al centro del dibattito: crescita della mobilità connessa, carenza di competenze e necessità di un nuovo dialogo tra industria, formazione e istituzioni. Tra i protagonisti, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e Marco Santucci, direttore di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr, che ha ribadito la necessità di “costruire un ponte tra industria, università e istituzioni per formare nuovi talenti”. L’appuntamento napoletano, inserito nel percorso verso la America's Cup 2027, ha mostrato come tecnologie come intelligenza artificiale, infrastrutture smart e mobilità condivisa stiano già ridefinendo modelli di trasporto, lavoro e sviluppo urbano.
Indice
- Dall’auto al sistema: la rivoluzione
- Mobility as a service: il nuovo modello
- Grandi eventi, tecnologia e nuove professioni
- Sport, formazione e trasformazione urbana
- Tecnologia, Ai e sicurezza
- Italia, tra potenziale e ritardi
- Napoli laboratorio del futuro
- L’ecosistema come chiave
1 Dall’auto al sistema: la rivoluzione
—C’è un nome che sempre più spesso emerge nel panorama automotive europeo: Geely. Non più solo un costruttore, ma un gruppo che punta a ridisegnare la mobilità come sistema integrato. Il primo passo nel Vecchio continente risale al 2010, con l’acquisizione di Volvo Cars: un ingresso strategico che ha aperto la strada a una crescita globale e diversificata. Da allora il gruppo ha costruito un portafoglio che copre ogni segmento: Lotus per le sportive, Polestar per l’elettrico, Lynk & Co per la mobilità condivisa, fino alle partecipazioni in Mercedes-Benz e Smart. Il risultato è un network industriale e tecnologico che supera il concetto tradizionale di automobile. Il messaggio emerso durante il confronto è netto: l’auto è una componente di un sistema più ampio che da sola non ha più senso.
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2 Mobility as a service: il nuovo modello
—“La trasformazione del settore automotive è tecnologica, ma anche culturale e professionale. La vera sfida è costruire le competenze per renderla concreta”, ha spiegato Santucci. È qui che entra in gioco il paradigma del mobility as a service: flotte condivise, abbonamenti, piattaforme digitali e un modello basato sull’utilizzo invece che sulla proprietà. Un’auto da 40.000 euro diventa accessibile se inserita in un sistema condiviso, mentre la tecnologia – dall’intelligenza artificiale ai sistemi Adas – migliora sicurezza ed efficienza. Secondo lo studio “Mobilità sostenibile e tecnologie intelligenti per i grandi eventi”, realizzato dal Politecnico di Milano con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il mercato italiano della connected mobilityha raggiunto i 3,36 miliardi di euro, con una crescita del 16% nel 2024. Resta però un nodo critico: il gap di competenze. Il 75% delle aziende fatica a trovare profili specializzati in AI, elettrificazione, guida autonoma e sostenibilità.
Geely Auto Talks presso la Fondazione Salvatore di Napoli: Starray EM-i3 Grandi eventi, tecnologia e nuove professioni
—La tappa inaugurale del roadshow si inserisce nel percorso verso l’America’s Cup del 2027, trasformando Napoli in un laboratorio di innovazione. L’integrazione tra intelligenza artificiale, digital twin e infrastrutture smart sta già cambiando la gestione della mobilità urbana, soprattutto nei grandi eventi, dove emergono nuove figure professionali: coordinatori di trasporto, supervisori di flotte ed esperti di dati e operazioni. “La presenza del Mur è fondamentale per mappare le nuove opportunità lavorative e investire nella formazione. Solo attraverso un ecosistema collaborativo possiamo colmare il gap di competenze”, ha aggiunto Santucci. Il sindaco Manfredi ha sottolineato come la mobilità debba diventare sostenibile, accessibile e integrata, evidenziando il ruolo strategico del trasporto pubblico e della transizione ecologica per migliorare la qualità della vita urbana.
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4 Sport, formazione e trasformazione urbana
—Grandi eventi come l’America’s Cup rappresentano anche un’opportunità di rigenerazione urbana. Interventi come la riqualificazione di Bagnoli possono lasciare un’eredità concreta sul territorio. Dagli interventi è emersa la necessità di fare sistema tra imprese, università e istituzioni, ma anche di rendere lo sport più accessibile, superando un modello elitario e promuovendo inclusione e benessere. In questo contesto, strumenti come i dottorati industriali diventano fondamentali per collegare formazione e mondo del lavoro, creando opportunità per i giovani.
Il Suv Geely EX55 Tecnologia, Ai e sicurezza
—Il cambiamento attraversa tutta la filiera. Dalla ricerca alla produzione fino al post-vendita, l’intelligenza artificiale sta trasformando l’automotive. Oggi i sistemi Adas sono in grado di intervenire fino a sei volte più velocemente rispetto al passato, anticipando situazioni di rischio con secondi decisivi. Le auto si aggiornano da remoto, dialogano con le infrastrutture e diventano veri e propri nodi di una rete. Un’evoluzione che apre anche a nuove sfide, in particolare sulla sicurezza dei dati e sulla gestione di sistemi sempre più complessi.
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6 Italia, tra potenziale e ritardi
—L’Italia ha tutte le carte in regola per diventare laboratorio europeo della mobilità, ma resta frenata da una storica mancanza di coordinamento. Industria, università e istituzioni viaggiano spesso a velocità diverse. Senza una visione comune, il rischio è perdere competitività. Il cosiddetto “triangolo” tra formazione, industria e politica è decisivo. Il tema è anche sociale: il Paese invecchia, l’occupazione giovanile e femminile resta sotto potenziale, mentre le nuove professioni crescono più velocemente della capacità di formarle. Sul fronte mobilità, resta centrale anche la qualità del parco auto italiano, tra i più vecchi in Europa: un limite ambientale ed economico, che incide direttamente sulla qualità della vita e sull’accesso ai servizi.
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Marco Santucci (a sinistra) e Gaetano Manfredi al Geely Auto Talks presso la Fondazione Salvatore7 Napoli laboratorio del futuro
—In questo scenario, Napoli può giocare un ruolo chiave. L’America’s Cup non è solo un evento sportivo, ma un’occasione di trasformazione urbana e industriale. Dalla riqualificazione di Bagnoli alla valorizzazione del mare come infrastruttura di mobilità, la città può diventare un modello di integrazione tra trasporto pubblico, auto e logistica marittima. La sfida è trasformare un evento in un’eredità duratura.
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8 L’ecosistema come chiave
—Se c’è una parola che riassume tutto è “ecosistema”. Mobilità oggi significa energia, dati, infrastrutture, tecnologia e formazione. Geely lo ha capito: non costruisce solo auto, ma sistemi. Non vende solo prodotti, ma accesso alla mobilità. Il futuro non è determinato dalla tecnologia, ma dalle scelte e si giocherà sulla capacità di tenere insieme industria, persone e città. Una partita in cui l’Italia non può permettersi di restare indietro.
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