Whoop, il braccialetto da 10 miliardi di dollari in cui investono CR7 e LeBron James
Dopo il divieto di indossarlo in Australia imposto a Sinner e Alcaraz, il fitness tracker di ultima generazione ha raccolto oltre 575 milioni di investimenti
Dopo il divieto di indossarlo in Australia imposto a Sinner e Alcaraz, il fitness tracker di ultima generazione ha raccolto oltre 575 milioni di investimenti
Lorenzo Topello Collaboratore 3 aprile - 17:05 - MILANOLo stop a Melbourne, il via libera a Indian Wells, adesso l’esplosione sul mercato globale. Il braccialetto Whoop è finito in cronaca in diverse occasioni nel giro di pochi mesi: all’Australian Open è divenuto oggetto vietato per Sinner e Alcaraz che sono stati costretti a toglierlo. In California, un mese fa, si è giocato il primo Masters 1000 con l’autorizzazione ufficiale di Atp a indossarlo. E adesso l’azienda fondata da Will Ahmed decolla a quote neanche immaginabili: ha appena ottenuto un finanziamento di 575 milioni di dollari da un gruppo di investitori internazionali (fra cui spiccano LeBron James e Cristiano Ronaldo) e la sua valutazione supera i… 10 miliardi di dollari!
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—Passo indietro. Tennis Australia, durante lo svolgimento dell’ultimo Slam, aveva dato vita a una curiosa controversia con Sinner e Alcaraz, costretti entrambi a togliersi il braccialetto a match in corso. Il motivo lo aveva spiegato lo stesso Jannik in conferenza: “Ci sono alcuni dati che vorremmo monitorare in campo, non tanto per la partita in corso quanto per ciò che si vede dopo. E vorremmo usarli anche durante gli allenamenti, perché da lì si possono vedere frequenza cardiaca e calorie bruciate. Ma l’arbitro mi ha chiesto subito se fosse il tracker, gli ho detto di sì e mi ha chiesto di toglierlo”. Il braccialetto in effetti funge da fitness tracker di ultima generazione ed è progettato per il monitoraggio 24/7 di sonno, recupero, sforzo fisico e stress. L’obiettivo è monitorare le prestazioni, ma per Tennis Australia in quel caso andava vietato qualsiasi strumento che, come il Whoop, fosse in grado di facilitare la trasmissione di dati fuori dal campo e la comunicazione esterna.
anche cr7 e lebron
—La situazione è cambiata subito dopo l’Australian Open, quando Atp ha recepito dall’Itf l’approvazione a utilizzare il braccialetto, lasciando il via libera, a Indian Wells, al primo Masters 1000 col Whoop al polso: “I dati non sono steroidi” ricordava il fondatore Ahmed perorando la causa del suo ritrovato tecnologico. Che adesso decolla: l’azienda con sede a Boston si appresta ad aprire il primo laboratorio di ricerca all’estero a Doha entro la fine del 2026, e soprattutto ha appena ottenuto un finanziamento da 575 milioni di dollari. A rimpinguare le casse dell’azienda è stato un gruppo di investitori internazionali guidato dai fondi sovrani di Abu Dhabi e Qatar che valuta l’azienda addirittura 10,1 miliardi di dollari. Un investimento che fa gola a tanti, sportivi compresi: hanno infatti deciso di scommettere sulla crescita di Whoop anche Cristiano Ronaldo e LeBron James. Ma non solo: nel novero figurano anche Reggie Miller, il capitano del Liverpool Virgil Van Dijk, i golfisti Rory McIlroy e Shane Lowry. E star dello spettacolo come il cantante Niall Horan (ex componente degli One Direction) e l’influencer Karen Wazen.
boom
—In un comunicato stampa, Whoop ha reso noto che utilizzerà i colossali finanziamenti ricevuti per potenziare la propria espansione internazionale, con un focus sui Paesi del Golfo Persico oltre a Asia, Europa e America Latina. Un vero e proprio boom per l’azienda e per il suo CEO Will Ahmed che l’ha fondata nel 2012: a quei tempi era uno studente di Harvard e giocava da capitano per la squadra di squash dell’università. Whoop è nata dal desiderio di monitorare quegli allenamenti.
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