Il sangue del pitone contiene segreti per perdita di peso, salute muscolare e flora batterica
La Gazzetta dello Sport

Il sangue del pitone contiene segreti per perdita di peso, salute muscolare e flora batterica

Venerdì 3 aprile 2026
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Una molecola del sangue del rettile potrebbe aiutare a controllare la fame e aprire nuove prospettive per la salute del metabolismo

Una molecola del sangue del rettile potrebbe aiutare a controllare la fame e aprire nuove prospettive per la salute del metabolismo

Riccardo Cristilli 3 aprile - 18:14 - MILANO

Negli ultimi anni i farmaci per il controllo del peso sono diventati sempre più usati e presenti sul mercato, spesso però provocano effetti collaterali che li rendono difficili da gestire. Trovare una soluzione in grado di risolvere il senso di fame, magari avendo altri benefici per la salute senza provocare conseguenze, è l'obiettivo della ricerca. Alcuni scienziati negli Stati Uniti hanno scoperto nel sangue dei pitoni una molecola che potrebbe aiutare a ottenere questo risultato. 

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Nel sangue dei pitoni il segreto per perdere peso

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Il metabolismo dei pitoni affascina gli scienziati, alcune molecole presenti nel loro sangue sembrano coinvolti in processi biologici che non solo influenzano il senso di sazietà ma sono utili anche per l'equilibrio metabolico. Questi rettili sono capaci di ingerire pasti molto abbondanti e poi restare per lunghi periodi senza nutrirsi, anche per mesi o addirittura anni, senza subire conseguenze evidenti su cuore e muscoli. Questo comportamento ha spinto gli scienziati a studiare in modo più approfondito le variazioni chimiche che avvengono nel loro organismo dopo l'alimentazione. I ricercatori hanno così scoperto una sostanza chiamata para-tiramina-O-solfato, pTOS, che nei pitoni aumenta in modo consistente dopo il pasto e che è presente anche negli umani anche se in modo ridotto.

regola l'appetito

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Questa molecola sembra partecipare alla regolazione dei segnali che comunicano al cervello quando l’organismo ha ricevuto abbastanza energia. Il corpo usa un amminoacido chiamato tirosina che i batteri intestinali trasformano in un composto chiamato tiramina che poi viene rielaborato dal fegato nella tiramina che manda al cervello i segnali di sazietà, bloccando il senso di fame. Quindi anche la flora batterica ha un ruolo attivo nella regolazione dell'appetito e del metabolismo. Gli studi condotti su modelli animali hanno mostrato che l'aumento dei livelli di questa molecola è associato a una riduzione spontanea dell'assunzione di cibo e a un progressivo calo del peso corporeo nel tempo. Non sono stati osservati, però, effetti rilevanti su attività motoria, consumo energetico o livelli di glucosio nel sangue, elementi che suggeriscono un'azione mirata sui meccanismi della sazietà. Gli scienziati hanno anche notato come i pitoni riescano a mantenere la funzionalità cardiaca e la massa muscolare intatta nei periodi senza alimentazione, un adattamento che permette di comprendere come l'organismo riesca a proteggere i tessuti durante variazioni importanti dell'apporto energetico. 

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studi sperimentali

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Naturalmente sono studi ancora sperimentali e non esistono applicazioni cliniche sull'uomo, almeno per il momento. Al tempo stesso però la ricerca rafforza l'idea che il dialogo tra intestino, fegato e cervello abbia un ruolo centrale nella regolazione dell’appetito e del peso corporeo, aprendo nuove strade nello sviluppo di strategie per sostenere l'equilibrio metabolico e la salute generale con interventi mirati sui segnali di sazietà e sul microbiota intestinale.

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