Fiorentina decimata, Kean è a mezzo servizio: ma col Verona servono i suoi gol
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Fiorentina decimata, Kean è a mezzo servizio: ma col Verona servono i suoi gol

Sabato 4 aprile 2026
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L’attaccante convocato ma non è al top: out Dodo, Mandragora, Parisi e Solomon

L’attaccante convocato ma non è al top: out Dodo, Mandragora, Parisi e Solomon

Fabiana Della Valle Giornalista 4 aprile - 10:58 - MILANO

Ci sono partite che contano più di altre, serate in cui il pallone pesa come un macigno e per spingerlo in porta servono freddezza, lucidità, esperienza e abitudine a giocare a certe altitudini. Moise Kean ne ha appena vissuta una in Bosnia: ha segnato, ma non è bastato per salire sul volo per gli Stati Uniti, destinazione Mondiale. Il Bentegodi non è lo stadio di Zenica, però a Verona la Fiorentina si gioca una corposa fetta di salvezza e arrivarci con la sua icona in condizioni imperfette non è il massimo della vita. Moise a Verona ci sarà, è stato convocato nonostante il fastidio alla tibia continui a tormentarlo ma i dubbi sulla possibilità di vederlo in campo dall’inizio restano. Gli exit poll della vigilia danno Roberto Piccoli in vantaggio, il suo alter ego al centro dell’attacco, di solito titolare in Conference League. Stavolta invece la staffetta potrebbe invertirsi, con l’ex Cagliari titolare in una formazione fortemente condizionata dai guai fisici: Dodo, Mandragora, Parisi, Solomon e Fortini non convocati, Brescianini acciaccato, con Fabbian in pole per sostituirlo. Quattro titolari sicuramente assenti a cui s’aggiungono i dolori di Kean, mancato troppo spesso in questa stagione nelle sfide più delicate. Averlo anche part time però ha il suo valore, perché Moise sa far male anche a gara in corso. Come con la Cremonese, altra sfida per coronarie resistenti, quando in soli 5 minuti l’azzurro griffò il successo viola.

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Delusione e dolori

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Kean è tornato al Viola Park con il morale a terra e una vistosa fasciatura alla tibia malridotta. Una protezione che invita alla prudenza, anche se in Nazionale ha giocato senza problemi. Vanoli e il suo numero 20 oggi si parleranno e decideranno insieme, molto dipenderà da quanto Moise se la sentirà. Nessuno vuole fare passi azzardati, Verona è solo una tappa della scalata al Tourmalet che attende la Fiorentina nel prossimo mese e mezzo, un’opportunità golosa per buttare ancora più giù l’Hellas e guadagnare punti sulle altre antagoniste per la salvezza. Importante sì, ma non da dentro o fuori, per questo non avrebbe senso rischiare di peggiorare la situazione e ritrovarsi senza l’azzurro nella volata finale. Meglio centellinarlo e lasciargli qualche giorno in più per tornare a brillare, anche perché Piccoli nell’ultimo periodo si è dimostrato un sostituto affidabile: 7 gol complessivi in maglia viola (8 se contiamo anche quello col Cagliari in Coppa Italia di inizio stagione), di cui 2 pesantissimi nelle ultime 3 gare tra campionato e Conference League.

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Prova di maturità

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Piccoli però non è Kean, magari lo diventerà ma adesso non ha lo stesso pedigree e la stessa familiarità con i palloni che diventano improvvisamente incandescenti. Moise sa che cosa significa cogliere l’attimo e afferrare il presente senza farsi zavorrare dalla paura e dall’eccesso di responsabilità. Ha sbrogliato tante situazioni ingarbugliate in passato, alla Juventus, al Psg e con l’Italia prima che con la Fiorentina. Per questo Vanoli ha assoluto bisogno di lui, anche se non è quello dei 25 gol stagionali di un’annata fa: è a un passo dalla doppia cifra, 9 centri di cui 8 in campionato, miglior marcatore della Viola insieme a Gudmundsson. Moise non è uno che si tira indietro, ma il dolore è subdolo e imprevedibile e non sempre riesce a domarlo. Oggi proverà a stringere i denti, per giocare se non dall’inizio almeno a gara in corso e aiutare la Fiorentina a restare sul treno per la Serie A.

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