L'incredibile storia di Trungelliti, top 100 a 36 anni. Denunciò una combine, oggi sfida Darderi
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L'incredibile storia di Trungelliti, top 100 a 36 anni. Denunciò una combine, oggi sfida Darderi

Sabato 4 aprile 2026
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Argentino con passaporto italiano, ha coronato il suo sogno arrivando in semifinale a Marrakech: è il più anziano a riuscirci dal 1975

Argentino con passaporto italiano, ha coronato il suo sogno arrivando in semifinale a Marrakech: è il più anziano a riuscirci dal 1975

Lorenzo Topello Collaboratore 4 aprile - 10:02 - MILANO

Marco Trungelliti brilla da sempre per sincerità. Batte Moutet, conquista le semifinali a Marrakech e soprattutto fa un check-in storico all’interno della top 100: è il tennista più anziano a riuscirci dal 1975, alla “veneranda” età di 36 anni e 65 giorni. Gli chiedono inevitabilmente cosa gli stia passando per la testa: “È incredibile. Ah, al Roland Garros avrò un posto nel tabellone principale? Meglio, almeno non dovrò più lottare come un animale durante le qualificazioni”. Possibile condensare una carriera in una risposta? Trungelliti, la terra rossa di Parigi, il sogno della top 100 e soprattutto la sincerità. 

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record in top 100

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Argentino di passaporto italiano, Marco Trungelliti ha costruito sul rosso un percorso ventennale. A livello Atp zero acuti, a livello Itf e Challenger decisamente meglio: 16 trionfi (9 nel primo circuito, 7 nel secondo fra cui il torneo in Rwanda nel marzo di due anni fa), tutti su terra battuta. Non poteva che regalarsi allora di nuovo sul rosso la soddisfazione più grande della carriera, dopo aver superato in tre set Moutet a Marrakech e garantendosi un incrocio con Darderi in semifinale (oggi alle 14). Il bello è che la sua settimana in Marocco è iniziata addirittura dalle qualificazioni: un percorso fin qua perfetto, fino al record di anzianità per la top 100. Barba incolta, capelli riccioli, un tennis variegato ma concreto quando serve: Trungelliti è sempre parso uno come gli altri. Ma la verità è che fino a poco tempo fa era a un passo dal ritiro. E anche in questo caso c’entrava, e parecchio, la sincerità. 

la combine denunciata

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A un certo punto, nel 2015, un numero sconosciuto lo contatta invitandolo a un bar di Buenos Aires: gli chiedono di collaborare a un’attività extra campo. Ovvero infilarlo in una serie di partite addomesticate: “Quel tizio mi disse che lavorava con otto tennisti, non tutti argentini” confesserà più avanti. C’è un tariffario: gli offrono fino a 50mila-100mila dollari per aggiustare le sfide a livello Atp, mentre scendono a un decimo per gli incontri Challenger. Trungelliti non ci pensa un istante e telefona alla Tennis Integrity Unit: fornisce nomi, numeri di telefono e informazioni ricevute, denuncia tutto. Nel frattempo si confida con dei connazionali, nutrendo fiducia nella riservatezza dello spogliatoio. E invece il circuito comincia a guardarlo storto: lo prendono per una spia, alzano le sopracciglia quando lo vedono testimoniare, convocato dal Tiu, nel processo a carico di Nicolas Kicker, Federico Coria e Patricio Heras. Il circuito lo emargina, lui si isola con la famiglia nella nuova residenza di Andorra. Era convinto di aver reso un servizio al tennis pulito, e invece si ritrova quasi ostracizzato. 

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stress

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Finché non racconta il proprio dramma ai giornali: nel 2019 convoca un cronista ad Andorra e spiega tutto: “Mi hanno semplicemente usato e poi abbandonato in mezzo al mare. Sto ancora pagando il prezzo di una procedura fra le più brutte che abbia mai visto. All’improvviso nessuno mi ha salutato più, nessuno ha fatto più caso a me. Ho ricevuto insulti dai giocatori e dai manager”. La moglie Nadir confessa che Marco sta pensando al ritiro, anche e soprattutto a causa dello stress. Gli serve una scossa, la trova anche grazie all’Italia: tra 2018 e 2019, nel periodo più cupo, si aggiudica due Challenger a casa nostra fra Barletta e Firenze. Torna a respirare.

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con la nonna a parigi

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 Nel 2018, soprattutto, Trungelliti sale agli onori di cronaca per un epico viaggio in macchina verso Parigi. Direzione Roland Garros, anche se… ha perso durante le qualificazioni. Che ci fa allora alla guida da Barcellona alla Ville Lumiere? Viene ripescato da lucky loser, lo viene a sapere all’alba e intuisce di non poter perdere tempo. Anche se nel frattempo si trova a Barcellona con la nonna e un paio di parenti. Così non aspetta un last minute all’aeroporto (complici gli scioperi in Francia nel maggio di quell’anno) e decide di usare l’auto presa a noleggio per un viaggio da film in compagnia della nonna. Sbarca a Parigi in tempo per il primo turno del Roland Garros dove, da lucky loser, si toglie persino la soddisfazione di battere Tomic. E incassare, soprattutto, un assegno da 79mila euro. Poi la sconfitta contro Marco Cecchinato che conoscerà in quel mese l’apice della propria carriera. Curiosamente, Trungelliti e l’azzurro si sono ritrovati al Challenger di Kigali giusto due settimane fa. Stavolta ha vinto l’argentino. Certi cerchi si chiudono sempre. Anche se, come ha detto in conferenza dopo l’ingresso in top 100, “per me questo è solo l’inizio”.

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