Gasperini: "Roma, spero di restare. Ma non devo essere soddisfatto solo io..."
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Gasperini: "Roma, spero di restare. Ma non devo essere soddisfatto solo io..."

Sabato 4 aprile 2026
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Il tecnico giallorosso sfiderà l'Inter a San Siro domani: "Sarebbe importante andare in Champions, la squadra ha una buona base ma si poteva fare di più per migliorarla. Recuperiamo Soulé, mi aspettavo di più da Zaragoza"

Il tecnico giallorosso sfiderà l'Inter a San Siro domani: "Sarebbe importante andare in Champions, la squadra ha una buona base ma si poteva fare di più per migliorarla. Recuperiamo Soulé, mi aspettavo di più da Zaragoza"

Francesco Balzani Collaboratore 4 aprile 2026 (modifica alle 14:59) - MILANO

Un big match da non sbagliare e una corsa Champions che si incrocia con quella scudetto. Gian Piero Gasperini domani sera affronta la bestia nera Inter (5 vittorie in 35 confronti diretti e ben 21 sconfitte) e dovrà a fare di diversi top. Il tecnico ribadisce l’importanza di arrivare in Champions. “Sicuramente la posizione di classifica condizionerà molto la prossima stagione - ammette Gasp -. Tutti ci auguriamo di arrivare in Champions per un motivo soprattutto economico. La società sta ragionando su quello che può e deve fare la prossima stagione, il lavoro delle precedenti gestioni ora pesa e porterà la società a prendere decisioni importanti per affrontare il futuro”. Futuro appunto. Alla domanda secca se resterà alla Roma a fine stagione risponde così: “Io mi auguro di essere l’allenatore della Roma a luglio, ma non devo essere soddisfatto solo io. Devono esserlo tutte le componenti. Io credo questa sia una buona squadra, non va smantellata ma migliorata e completata. Forse potevamo farlo un po’ di più quest’anno ma la base è solida”.

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soulé

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Tante le assenze a San Siro, ma anche un recupero importante. “Soulé si è allenato con noi tutta la settimana, è fuori da tanto tempo ma in questi giorni era di nuovo lui - conferma Gasperini -. Wesley e Koné sono ancora fermi, ma la situazione è più positiva rispetto alla prima diagnosi”. Al posto del brasiliano dovrebbe giocare Rensch: “Lui alterna partite buone ad altre in cui si sono visti improvvisi cali di attenzione e motivazione. Ho due soluzioni: Rensch o Tsimikas. Angelino sta crescendo ma non credo si ancora pronto anche se ha fatto passi notevoli. Zaragoza? Mi aspettavo di più, speravo potesse dare quelle accelerazioni che si sono viste solo a Napoli sul gol di Malen. Non è facile adattarsi subito, speriamo ora possa portare qualcosa in più”. A proposito di Malen, Gasp parla anche del suo riscatto: “Ha convinto tutti, ci saranno valutazioni economiche che deve fare la società ma sul valore del giocatore non c’è nessun dubbio.

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E sul rapporto con la proprietà chiarisce: “Con loro ho un rapporto schietto, io cerco di portare le mie idee per soddisfare gli obiettivi che mi ha chiesto la società. Comunque vada è un’esperienza fantastica ma ci sono difficoltà. Non tutti giustamente vedono il calcio nello stesso modo, io cerco di applicare il mio modo che fino ad oggi mi ha portato ad allenare la Roma. Vorrei portare soluzioni compatibili per far crescere la squadra, il mio obiettivo resta quello al netto delle possibilità”. Ora però c’è una volata Champions. “Si parla già di bilanci ma siamo dentro a una corsa importante ancora - continua Gasp-. Io sono molto contento di questa scelta e del rapporto di fiducia che sono riuscito a conquistare con la tifoseria e con la squadra. A prescindere da dove arriveremo i giocatori sono la parte forte di questa società, loro devono essere la parte prioritaria in una squadra di calcio”. E a proposito di calciatori domani sera ce ne saranno molti reduci dalla batosta in Nazionale. “Bisogna mettere da parte velocemente queste delusioni. La forza dei giocatori è quella di dover guardare sempre avanti, i miei giocatori devono pensare al club ora. Domani Roma e Inter si giocano una partita molto importante per i rispettivi obiettivi e i margini di errore devono essere ridotti. Per me è un buon risultato arrivare a questo punto della stagione a pari punti con la Juve e a -3 dalla Champions. Ora daremo il massimo, otto partite non sono poche per accelerare”

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CRISI CALCIO ITALIANO

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Gasperini interviene anche sul fallimento della Nazionale: “Sono tre volte di fila che non andiamo al Mondiale, non c’è un problema unico ma un complesso di cose e un sistema che non funziona. Non basta mandare via il presidente o l’allenatore. Ci sono tanti ragazzini che giocano a calcio, una base enorme e anche strutture. Evidentemente però questo non è più globalmente convincente. Bisogna intervenire su tanti fattori anche perché questo non è solo uno sport ma un aspetto sociale”. Poi sulla possibilità di allenare la Nazionale: “Vengono tirati fuori tutti i nomi in questo momento, ma ripeto il problema non riguarda la figura dell’allenatore ma un riassetto totale per portare i nostri ragazzi a essere competitivi. Non credo che all’improvviso ci siamo disimparati a giocare a calcio, questa Nazione ha un passato pazzesco”. Sull’addio di Conti se la cava con una battuta: “E’ stato un mio idolo. Sinceramente non so nulla”.

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