Monitorare il sonno con un'app può aumentare l'ansia
La Gazzetta dello Sport

Monitorare il sonno con un'app può aumentare l'ansia

Mercoledì 8 aprile 2026
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Uno studio su mille adulti mostra che i benefici esistono, ma per chi dorme già male i dati notturni si trasformano in preoccupazione. E non aiuta

Uno studio su mille adulti mostra che i benefici esistono, ma per chi dorme già male i dati notturni si trasformano in preoccupazione. E non aiuta

Eugenio Spagnuolo 8 aprile - 18:16 - MILANO

Quasi la metà degli adulti usa un'app per monitorare il sonno, con una prevalenza tra donne e under 50. Per la maggior parte, il bilancio è positivo: il 48% dice di aver imparato qualcosa sul proprio riposo e il 15% di dormire meglio. Ma non è tutto oro: secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology da ricercatori dell'Università di Bergen (Norvegia), chi soffre di insonnia non beneficia affatto delle app, perché i dati sul sonno diventano un ulteriore motivo di ansia. E questo vale per il 17% dei partecipanti allo studio.

Sonno e smartwatch

L'ossessione per i dati

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In fondo è comprensibile: le app per il sonno che misurano, o pretendono di misurare, quanto tempo si impiega ad addormentarsi, le ore che si dorme e se il riposo sia stato ristoratore, ci restituiscono un giudizio sul riposo notturno. Per chi dorme bene, il feedback è gratificante. Ma per chi fa fatica, diventa un nuovo motivo di ansia. Al punto che i ricercatori parlano apertamente di ortosomnia, ovvero l'ossessione monitorare il sonno che, alla fine, non fa che peggiorare il sonno stesso."Sappiamo che gli adulti più giovani sono più influenzati dalle informazioni ricevute da queste app. Riportano maggiori benefici percepiti, ma anche più preoccupazioni e stress", spiega Håkon Lundekvam Berge, primo autore della ricerca. E chi soffre di insonnia conclamata è "più suscettibile agli effetti negativi". Inoltre, le app variano molto tra loro, e gli stessi scienziati ammettono che servirebbero ulteriori studi per capire quanto siano precise e come reagiscano persone di età diversa. 

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Insonnia

ascoltare il corpo

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Che fare? Lo studio suggerisce di informarsi su cosa misuri davvero l'app che si usa - non tutte le metriche sono ugualmente affidabili - e di non trattare ogni dato come una verità assoluta. Se le notifiche mattutine generano ansia, meglio disattivarle. E guai a farsi prendere la mano: smartwatch e fit-tracker possono essere utili per creare abitudini sane, come ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo prima di andare a letto, ma non per inseguire la chimera del sonno perfetto. Meglio, piuttosto, ascoltare il corpo: andare a dormire quando si avverte stanchezza, non prima, perché restare svegli a letto in attesa di Morfeo, rischia di aggravare l'insonnia."La camera da letto dovrebbe essere associata al sonno e andarci prima che il corpo sia pronto a dormire ci terrà svegli, il che può ulteriormente aggravare problemi di di insonnia. Meglio, molto meglio mettere la testa sul cuscino quando sentiamo realmente il bisogno di dormire".

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