Trapianto a Napoli, inchiesta: “personale non formato sui box hi-tech”
Alto Adige

Trapianto a Napoli, inchiesta: “personale non formato sui box hi-tech”

Martedì 17 febbraio 2026
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Emerge il sospetto che l’organo sia stato trasportato in un contenitore non conforme alle linee guida. La Procura indaga per lesioni colpose e al momento ci sono sei indagati. Domani arrivano gli ispettori del ministero e si riunisce un pool di specialisti per valutare se esistano le condizioni per un nuovo intervento IL VERTICE Al Monaldi di Napoli si prepara il maxiconsulto di domani LA PROCURA  “Fuori dalle linee guida il frigo per trasferire l’organo” IL MINISTRO Schillaci: «Confidiamo ancora in una soluzione» L'INDAGINE Il cuore trasportato da Bolzano a Napoli in un comune box di plastica LA PRESIDENTE Meloni alla mamma: «Avrete giustizia»

NAPOLI. Nell’inchiesta sul trapianto di cuore al bimbo ricoverato a Napoli emerge un nuovo elemento: l’organo sarebbe stato trasportato in un contenitore di vecchio tipo, nonostante l’ospedale Monaldi disponga di box tecnologici in grado di controllare e segnalare la temperatura. Secondo quanto ricostruito, la scelta sarebbe legata a una presunta mancanza di formazione del personale sull’uso dello strumento più moderno.

Il contenitore utilizzato, descritto come un box simile a quelli usati per tenere fresche le bibite, sarebbe considerato fuori dalle linee guida acquisite dalla Procura. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli, vede al momento sei indagati per lesioni colpose. Da domani lavoreranno sul caso anche gli ispettori del ministero della Salute, mentre l’azienda ospedaliera ha convocato un maxi consulto per rivalutare le condizioni del piccolo paziente.

Nelle ultime ore, alla madre del bambino, Patrizia Mercolino, è arrivata anche una telefonata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso vicinanza e solidarietà e ha assicurato l’impegno per trovare un cuore compatibile per un eventuale nuovo intervento. Il bambino, secondo quanto riferito, è in condizioni molto gravi ma stabili e sopravvive grazie a un macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporea, che però nel tempo può compromettere progressivamente altri organi.

Un secondo parere del Bambino Gesù di Roma avrebbe evidenziato un quadro clinico complesso, con emorragia cerebrale, segni di insufficienza multiorgano e un’infezione non controllata che renderebbe rischiosa l’eventuale terapia immunosoppressiva necessaria dopo un nuovo trapianto. Domani a Napoli sono attesi due specialisti del Bambino Gesù e altri medici da Padova, Bergamo e Torino: insieme ai sanitari del Monaldi dovranno stabilire se esistano le condizioni per tentare un nuovo intervento e quali terapie possano ridurre le patologie concomitanti. Intanto proseguono le indagini, con ulteriori audizioni previste nei prossimi giorni e con l’ipotesi che il numero degli indagati possa aumentare.

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