L'artista israeliano Fainaru, 'la Biennale non è lo spazio per battaglie politiche'
Apertura del Padiglione israeliano, "tutti i paesi devono avere libertà di espressione"
"Tutti i paesi devono avere libertà di espressione. La Biennale non può essere un'arena per battaglie politiche, per discriminazioni razziali o ideologiche, sia per Israele che per tutti gli altri paesi. Venezia è una città del dialogo". Lo ha detto l'artista israeliano Belu-Simion Fainaru che rappresenta lo Stato di Israele alla Biennale Arte 2026, oggi alla cerimonia di inaugurazione del padiglione israeliano all'Arsenale, alla presenza dell'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.
"Come artista difendo la libertà di parola per ogni essere umano. Il passaporto non può essere utilizzato per discriminazioni di nessun tipo", ha sottolineato l'artista che a Venezia presenta l'installazione. Lo ha detto Belu-Simion Fainaru, l'artista che rappresenta lo Stato di Israele alla Biennale Arte 2026, questa mattina nel corso della cerimonia di inaugurazione del padiglione israeliano all'Arsenale, alla presenza dell'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.
"Alla Biennale possono e devono stare insieme in pace tutti i popoli", ha aggiunto Fainaru che presenta l'opera 'Rose of Nothingness', riammessa ai premi dopo le dimissioni della Giuria internazionale e la nascita dei Leoni dei Visitatori. L'artista israeliano aveva inviato una diffida formale per "discriminazione razziale" e "antisemitismo" alla Biennale di Venezia minacciando un ricorso fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo. "È stata una vittoria della libertà di espressione - ha sottolineato Fainaru delle dimissioni -. Ogni artista ha il diritto di esprimere liberamente le proprie convinzioni e di mostrare la propria arte".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA