Marco D'Amore è Jean Loup Verdier, 'prima volta con un personaggio così complesso'
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Marco D'Amore è Jean Loup Verdier, 'prima volta con un personaggio così complesso'

Lunedì 11 maggio 2026
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Il thriller 'Io uccido' di Giorgio Faletti riadattato come un podcast true crime

"Per la prima volta nella mia vita mi sono trovato di fronte a un personaggio con una complessità psicologica così elevata, in una dimensione che non è semplicemente criminale, ma umana". Marco D'Amore racconta così la sua immersione 'nella voce' di Jean Loup Verdier, ambiguo protagonista di 'Io uccido' di Giorgio Faletti. Lo storico thriller-noir è stato adattato da Ludovico Bessegato, Giuseppe Paternò Raddusa e Chiara Tripaldi per Audible Original in un 'non-audiolibro'. Sostanzialmente, la storia è stata trasformata in otto episodi (per sei ore totali) di un podcast true crime di quelli che vanno di moda oggi, in cui l'intervistato è l'agente dell'Fbi Frank Ottobre (Filippo Nigro).
    "Ho vissuto questa esperienza come se interpretassi un personaggio a teatro, al cinema, cercando di costruire la dimensione complessa e complicata di questo essere umano - racconta D'Amore -. È la prima volta che mi trovo di fronte a un profilo così complesso da restituire senza l'aspetto visivo. In questo caso le immagini le devi evocare e il risultato più grande è quello di far vivere agli spettatori un'esperienza che va oltre quella sonora, come quando leggendo le pagine di un libro ci si perde nell'immaginazione".
    Verdier è il conduttore di una popolare trasmissione su Radio Monte Carlo, e all'inizio della vicenda riceve la telefonata delirante di uno sconosciuto che afferma di uccidere per curare il proprio male. Ma, in realtà, il dj ha più di un lato nascosto. "Il personaggio che mi è stato affidato ha proprio nel rapporto con la voce la sua presenza più importante - prosegue l'attore -. Già nel romanzo ha un'attitudine a palesarsi attraverso di essa piuttosto che con l'immagine. Questo ovviamente ha acceso una certa curiosità in me, e la grande difficoltà è che ci sono una serie di emanazioni di Jean Loup che passano attraverso entità diverse. Abbiamo cercato di riprodurre queste manifestazioni di sé in modo tale che non apparissero macchiettistiche". Il personaggio "si moltiplica, e quindi sono quattro i suoi linguaggi, le grammatiche dell'autore, le temperature emotive" da far passare solo con un microfono.
   

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