Pisa book festival, scelti i 10 finalisti del premio per i traduttori
Le opere in lizza vanno dalla narrativa al reportage: a giugno l'annuncio dei vincitori
Dalla narrativa al reportage, con le voci di autori internazionali: sono dieci i finalisti della 6/a edizione del Pisa translation awards, il riconoscimento che ogni anno premia le migliori traduzioni di libri pubblicati da case editrici indipendenti nell'anno solare precedente. Nato all'interno del Pisa Book Festival, il salone del libro dell'editoria indipendente, il premio valorizza il ruolo dei traduttori e, spiega una nota della rassegna, "mette in luce la ricchezza dell'editoria indipendente italiana, capace di ampliare con ricerca e cura l'offerta editoriale per i lettori".
La selezione, affidata a due giurie distinte, è aperta a opere tradotte da qualsiasi lingua. Questi i titoli selezionati: 'Città fantasma' di Kevin Chen (e/o), traduzione dal cinese di Silvia Pozzi, 'Dalla montagna perduta' di Pierre Jourde (Prehistorica), traduzione dal francese di Silvia Turato, 'Hot Maroc' di Yassin Adnan (Del Vecchio), traduzione dall'arabo di Antonino D'Esposito, 'Il giardiniere e la morte' di Georgi Gospodinov (Voland), traduzione dal bulgaro di Giuseppe Dell'Agata, 'Il sogno del pescatore' di Hemley Boum (e/o), traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca, 'Come l'Arabia Saudita ha comprato il calcio e il mondo' di James Montague (66and2nd), traduzione dall'inglese di Lorenzo Vetta, 'L'impossibile ritorno' di Amelie Nothomb (Voland), traduzione dal francese di Federica Di Lella, 'Nulla Materno' di Christine Vescoli (Alphabeta), traduzione dal francese di Cristina Vezzaro, 'Serpentine' di Bov Bjerg (Keller), traduzione dal tedesco di Franco Filice e 'Una questione di famiglia' di Claire Lynch (Fazi), traduzione dall'inglese di Velia Februari. Le tre opere vincitrici verranno annunciate a giugno e la premiazione si terrà durante la 24/a edizione del Pisa book festival, dal 2 al 4 ottobre prossimi.
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