Torna il Santarcangelo Festival, tra temi femministi, queer e antirazzisti
Dal 3 al 12 luglio, in scena 35 compagnie
Dal 3 al 12 luglio prossimi torna con la 56/a edizione Santarcangelo Festival, il più longevo d'Italia e forse d'Europa dal punto di vista della multidisciplinarietà. Con il titolo 'deep pressures', il Festival invita ad attraversare la complessità del presente, tra tensioni geopolitiche, identità plurali e pratiche artistiche radicali. "Lo sosteniamo con grande convinzione nell'ambito della legge 13 sullo spettacolo dal vivo - ha spiegato l'assessora alla cultura della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni - perché lo consideriamo un vero e proprio presidio di democrazia, di libertà e di autonomia".
Per il quinto e ultimo anno sotto la direzione del curatore polacco Tomasz Kirenczuk (per il triennio 2027-2029 gli succederà Luigi Noah De Angelis), il borgo romagnolo si trasformerà in una "città-festival" con oltre cento appuntamenti tra spettacoli, performance, dj set e installazioni diffusi tra piazze, teatri, parchi e spazi inconsueti. In scena 35 compagnie, italiane e internazionali, 22 delle quali in prima nazionale, per approfondire temi femministi, queer, antirazzisti e decoloniali, privilegiando esperienze immersive in cui il corpo, la danza e la prossimità diventano strumenti di relazione e trasformazione.
Tra gli ospiti internazionali spicca il coreografo libanese Ali Chahrour con When I Saw the Sea (9 luglio, Teatro Galli di Rimini in collaborazione con la Sagra Malatestiana), dedicato alle lavoratrici domestiche migranti in Libano e al sistema della kafala. Le artiste palestinesi Nur Garabli e Marah Haj Hussein presentano 'In relation to whom?' (3-5 luglio), performance sulla memoria e la resistenza nei territori occupati. Il programma intreccia anche ecologia, ritualità e pratiche collettive: il norvegese di origine giamaicana Harald Beharie porta 'Undersang' nel bosco de L'arboreto di Mondaino, mentre Tea And affronta i temi dell'energia e dell'estrattivismo in 'Damn!'. Centrale inoltre il rapporto tra corpo e identità nelle performance di Melissa Ghazale, Ewa Dziarnowska, Wojciech Grudzinski e Katerina Andreou. Accanto agli spettacoli, il Festival ospita film, progetti partecipativi e i dj set notturni di Imbosco, spazio dedicato a musica, incontro e club culture.
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