Opere di Ozmo nel Museo di La Spezia, la prima volta dello urban artist
Quattro dipinti nella raccolta dell' 'Amedeo Lia'. 'Il riconoscimento più alto'
(di Luciano Fioramonti) Il ''ladro di icone'' entra nella collezione permanente del Museo Civico Amedeo Lia di La Spezia.
Quattro dipinti inediti di Ozmo, urban artist di spicco della scena contemporanea, sono stati acquisiti per la mostra dedicata dal 3 luglio al 3 dicembre ai 30 anni di vita della struttura espositiva che custodisce opere dal periodo antico fino all' Ottocento, da Tiziano a Tintoretto. ''Mai prima d'ora il museo aveva accolto un autore vivente: un doppio primato, per numero: quattro opere insieme e il contesto che le accoglie - dice all' ANSA Ozmo -. Finalmente svelo le mie opere nella dimensione che prediligo, quella in cui mi sento più a mio agio: una collezione museale e storica, dove un'opera vale per il suo senso e la sua ricerca''.
"OZMO X LIA 30 - Dentro la collezione", è un progetto site specific: quattro capolavori del museo diventano il punto di partenza per altrettante tele dell' artista toscano in un dialogo tra epoche, tecniche e iconografie diverse, storia e testimonianza contemporanea. In questa occasione Ozmo si cimenta per la prima volta anche con la scultura: un marmo di Carrara a confronto con i marmi classici della collezione classica museale. Il fulcro è l' Autoritratto di Jacopo da Pontormo (circa 1520) in relazione con un dipinto sull'autorappresentazione, e a seguire San Martino dona il mantello al povero, attribuito al giovane Raffaello (1505-1510), la Madonna del Soccorso di Ansano di Michele Ciampanti e la Testa di Apollo in marmo greco-romana, reinterpretata nella bidimensionalità della tela. ''Confrontarmi con maestri non solo del nostro secolo ma dell'intera storia dell'arte, riattualizzando opere eterne come il San Martino di Raffaello o l'Autoritratto del Pontormo è per me il riconoscimento più alto.
Ringrazio il sindaco Pierluigi Peracchini, il direttore del museo Andrea Marmori e la curatrice Anna Costantini, che hanno creduto e sviluppato con me il progetto".
Ozmo, nome d' arte di Gionata Gesi, si è definito in passato "un ladro di icone'' per la scelta di costruire la sua pittura appropriandosi delle immagini della storia dell'arte e rimescolandole con l' immaginario pop e contemporaneo.
Considerato tra gli esponenti di spicco dell' arte pubblica in Italia, nel 2019 è stato il primo artista chiamato a dipingere la facciata di un tribunale e dal 2015 è direttore artistico del festival di muralismo contemporaneo Wall in Art (Valle Camonica, UNESCO). Gesi, che attualmente vive e lavora a Parigi, si è formato nel contesto dell'underground toscano e nell'Accademia di Belle Arti di Firenze sviluppando dalla fine degli anni Novanta un approccio basato sulla combinazione di disegno, pittura, grandi murales, installazioni e linguaggi eterogenei.
Ha realizzato in Italia e all' estero numerosi interventi di wall-painting nelle principali capitali dell'arte contemporanea e urbana, dedicando spesso i suoi interventi a tematiche di attualità politica e ambientale. Hanno accolto sue opere il Museo del Novecento di Milano, il MACRO di Roma, la Biennale di Architettura di Venezia nel 2021, il Mauritshuis, l'Istituto Italiano di Cultura di New York e il King's College di Londra.
Il sindaco di La Spezia definisce l' esposizione, che si inaugura il 2 luglio, ''coraggiosa e audace perché facciamo dialogare una collezione civica di età medievale e moderna con un artista contemporaneo, creando un confronto originale e stimolante. Il traguardo dei trent'anni del Museo Lia è un momento significativo per tutta la comunità spezzina e un'occasione per rinnovare la nostra gratitudine alla famiglia Lia, che con la sua straordinaria generosità ha permesso alla città di custodire un patrimonio artistico di rilevanza internazionale''.
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