'Nubifragio', romanzo di Ravera Rafele vince il Premio Lugnano 2016
Il premio Giorgio Patrizi a 'Storie bumbare' di Francesca Silvestre
Paolo Petroni Nicola Ravera Rafele col romanzo ''Nubifragio'' (Ed. HarperCollinsi) ha vinto il Premio Letterario Città di Lugnano 2026 alla sua dodicesima edizione, dopo la pubblica votazione della giuria di esperti e della giuria popolare che hanno espresso quest'anno la stessa scelta.
L'altro riconoscimento principale, il Premio Lugnano Giorgio Patrizi, dedicato a un libro di particolare qualità nella ricerca stilistica e narrativa, è andato a Francesca Silvestre per il romanzo ''Storie bumbare'' (Ed. Italo Svevo). Per la sezione racconti inediti, dedicati quest'anno al tema 'Il piano B', il vincitore è stato ''Lasciando la notte a Gaza'' di Massimo Silva.
Gli altri libri finalisti, oltre a quelli di Ravera Rafele e Silvestre, erano ''L'avvenire'' di Giorgio Ghiotti (Carabba); ''Le occasioni di Giovanna'' di Claudio Morandini (Nottetempo) e ''La vita sempre'' di Elena Varvello (Guanda), selezionati da una giuria di esperti presieduta da Paolo Petroni e composta da Daniela Carmosino, Annagrazia Martino, Giorgio Nisini, Paolo Pintacuda, Ilaria Rossetti, Carlo Zanframundo oltre a Yari Selvetella, vincitore dello scorso anno, che ne fa parte un anno.
Il romanzo vincitore di Nicola Ravera Rafele cerca di costruire un ritratto dei nostri tempi andando al di là delle vicende spicciole di otto personaggi in spensierata vacanza su una piccola isola, senza avvertire l'imprevisto, l'ombra di un presagio nefasto, un'alluvione che travolgerà tutto. Il racconto ha così una sua continua suspence rendendo l'atmosfera di un mondo che che non si rende conto di nulla e dopo l'accaduto costringerà tutti a fare i conti von se stessi.
In 'Storie bumbare' Francesca Silvestre punta sulla vita quotidiana delle persone per riferirci i mutamenti storici di Dignano d'Istria, oggi paese croato, dopo l'8 settembre quando all'occupazione nazista si sostituì quella dei parigiani titini, gli slavi, i drugarisi. E fa opera di storia e letteraria anche recuperando con tante citazioni, modi di dire, parole, il ricordo del dialetto locale bumbaro, oggi in via di estinzione, dando vita a un racconto in cui passato e presente quasi si confondono e che, in quel suono perduto, rivive.
Il racconto ''Lasciando la notte a Gaza'' di Massimo Silva, medico napoletano del Cardarelli, con una scrittura tesa ed essenziale trasforma una sala chirurgica palestinese con un soldato israeliano ferito in un palcoscenico, dove la parola ha il compito di farci riflettere sugli immani dilemmi umani che si consumano in quel luogo e tutto il Medio Oriente. Con gran senso di compassione viene messo in scena il conflitto interiore tra la violenza della guerra e l'imperativo morale di mantenere la propria umanità. Questo, con gli altri racconti finalisti, è stato raccolto in un volume dal titolo ''Il piano B'' curato come sempre da Elisabetta Putini, che è anche creatrice, curatrice e presentatrice del Premio stesso, e offerto ai vincitori e al premio Lugnano dalla Gambini Editore, sponsor del Premio assieme alla società IdeaRe.
Sul palco, nella bella piazza del paese medioevale con la stupenda Collegiata romanica, dove si è svolta poi anche la cena, sono stati presentati dagli autori tutti i racconti e i romanzi finalisti, proclamati i vincitori e premiato dal sindaco Alessandro Dimiziani e altre autorità locali. Attorno al premio, tra venerdì sera e oggi si sono svolti altri appuntamenti, che vanno dalla presentazione del libro 'Francesco al cionema' di Arnaldo casali (ed. San Paolo) che analizza eracconta una produzione infinita che va da un film muto del 1911 a oggi, passando per Rossellini, Zeffirelli, Wenders e la Cavani ai racconti legati alll'ultimo volume di 'Donne con lozaino' di Patrizia D'Antonio e Raffaella Gambardella (ed.Elliot). Amnesty International ha poi presentato con l'autrice Sara Durantini e consegnata una menzione speciale al suo libro 'Questo mio corpo' (ed. Dalia), romanzo sul tema del conseso. Infine due autori e due romanzi a confronto, 'La ragazza che vedeva nel buio' di Giorgio Nisini (Ed. OLigo con illustrazioni di Luca ralli) e 'Qualcuno da odiare' di Ilaria Rossetti (ed. Guanda).A chiusura di tutto Letture francescane con i Lettori da alta voce della Biblioteca di Lugnano guidati da Cristina Caldani alla chiesa di S. Francesco, nata dove il santo compì il mirac0lo di salvare un neonato dalle fauci di un lupo, cui seguirà un concerto di chitarra (Lucia Bellucci) e mandolino (Susanna Casella), a certificare come il premio faccia oramai da volano a molte iniziative culturali del paese.
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