Pozzuoli si candida a Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2028
ANSA - Cultura

Pozzuoli si candida a Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2028

Mercoledì 8 luglio 2026
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'La Città delle fragilità creative' è il titolo del progetto presentato al Mic

Da oltre duemila anni Pozzuoli vive su una terra in costante movimento. La convivenza quotidiana con il bradisismo è la base da cui nasce il progetto "La Città delle fragilità creative", che candida l'antica città flegrea a Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2028. "L'obiettivo centrale della proposta avanzata - spiega il sindaco Luigi Manzoni - è trasformare questa vulnerabilità in una risorsa culturale, civile e progettuale". L'iniziativa, sostenuta dal Comune, è ideata da Paolo Lubrano, direttore generale del progetto sviluppato con il direttore artistico Francesco Cascino, il regista Luigi Pingitore e un comitato scientifico presieduto da Pierpaolo Forte.
    "L'arte - sottolinea Lubrano - viene assunta come un'infrastruttura culturale capace di connettere patrimonio, scienza, imprese e cittadini. L'ambizione è fare di Pozzuoli un laboratorio internazionale in cui la fragilità sia una condizione generativa e nel quale l'art thinking sia lo strumento per comprendere il presente e immaginare il futuro".
    Dal Rione Terra all'Anfiteatro Flavio, fino ai quartieri ricostruiti dopo le crisi degli anni Ottanta, il territorio sarà un interlocutore attivo. Ventiquattro artisti da tutto il mondo - tra cui Alves, Barry, Gillick, Hirschhorn, Paolini e Rondinone - dialogheranno con i luoghi e i cittadini creando opere permanenti destinate al patrimonio pubblico. "Artisti - racconta Cascino - che hanno sviluppato un'attenzione particolare ai temi del paesaggio, della storia, della dimensione pubblica dell'arte e delle trasformazioni sociali".
    A sostenere la mission di Pozzuoli, che include anche il Patto delle Città Fragili (una rete internazionale per connettere territori uniti da vulnerabilità geofisiche o sociali), concorrono diverse istituzioni, tra cui le Università Federico II e L'Orientale, l'Ingv, il Cnr e il Parco archeologico dei Campi Flegrei.
    "Ogni narrazione - evidenzia Pingitore - nasce da un'identità autobiografica. Questo spiega perché il dossier di Pozzuoli non poteva che muovere dal bradisismo, rispecchiandosi dentro questa ferita geologica che è anche matrice di ogni sua possibile energia".
   

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