Cappelle Medicee, restaurati i bronzi di Ferdinando I e Cosimo II
Terminato anche riallestimento e messa in sicurezza dei reliquiari della Cripta medicea
Si sono conclusi al Museo delle Cappelle medicee a Firenze gli interventi di conservazione e manutenzione straordinaria delle monumentali statue in bronzo di Ferdinando I e Cosimo II de' Medici nella Cappella dei Principi.
Parallelamente, un intervento di riallestimento, razionalizzazione e messa in sicurezza ha interessato i reliquiari provenienti dalla Cripta medicea, trasferiti nel coro della Cappella e presentati al pubblico in una nuova configurazione espositiva.
Gli interventi, si spiega in una nota Galleria dell'Accademia di Firenze e Musei del Bargello, si inseriscono nel più ampio programma di conservazione e messa in sicurezza che nel corso del 2026 ha interessato gli apparati monumentali, le superfici marmoree, gli arredi e le opere custodite alle Cappelle medicee, attraverso attività di pulitura, controllo, consolidamento e periodica verifica dello stato conservativo. Nel dettaglio, l'intervento sulle due statue era necessario a causa dell'accumulo di particolato e microinquinanti, che alteravano profondamente la percezione del materiale costituente e i valori cromatici.
"Intervenire su opere di tale rilievo significa assumersi pienamente la responsabilità della loro conservazione e della loro trasmissione alle generazioni future - ha spiegato il direttore generale del complesso museale Andreina Contessa -. Il restauro dei bronzi di Ferdinando I e Cosimo II restituisce forza e leggibilità a due capolavori che sono parte integrante dell'identità monumentale della Cappella dei Principi. Sono anche testimonianza virtuosa degli effetti positivi e concreti che l'Art Bonus apporta alla conservazione museale e siamo grati a chi ha reso possibile questo sostegno". Per Contessa "il riallestimento dei reliquiari consente di ricomporre con maggiore coerenza il rapporto tra le opere, la storia dinastica dei Medici e uno degli spazi più straordinari del nostro patrimonio. È questa la direzione che intendiamo perseguire: una tutela rigorosa, fondata sulla conoscenza, capace di tradursi in una valorizzazione consapevole e duratura".
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