Con Marmora romana raddoppia lo spazio dell'Antiquarium di Villa Albani Torlonia
ANSA - Cultura

Con Marmora romana raddoppia lo spazio dell'Antiquarium di Villa Albani Torlonia

Giovedì 17 settembre 2026
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Apre al pubblico il 18 settembre, 44 opere esposte provenienti dalla Collezione Torlonia

I marmi nel mondo romano come immagine e riflesso del potere sia a livello pubblico che privato, simbolo di ricchezza nelle imponenti ville delle famiglie patrizie: a rappresentare con dovizia di opere questo uso di materiali quasi sempre preziosi e provenienti sia dall'Italia che dalle province come l'Egitto arriva la mostra 'Marmora Romana', a cura di Carlo Gasparri, che segna l'ampliamento dello spazio dell''Antiquarium' di Villa Albani Torlonia a Roma. Aperta al pubblico dal 18 settembre, la mostra propone una selezione di opere in marmi policromi della Collezione Torlonia, recentemente restaurate nei Laboratori Torlonia con il sostegno della Fondazione Bulgari che insieme a studio Chiomenti per le attività istituzionali ne sostiene in maniera stabile le attività. Il percorso permanente dello spazio, ricavato nelle antiche scuderie della Villa settecentesca, nata per ospitare la collezione di antichità del cardinale Alessandro Albani, si arricchisce così di 20 ulteriori sculture della Collezione, di cui 15 recentemente restaurate portando a 44 il numero delle opere esposte, tra sculture e le colonne originali del Museo Torlonia. "Basta entrare in una chiesa o in un palazzo di Roma per vedere l'uso che veniva fatto delle colonne antiche - spiega il curatore - solo a Villa Albani ci sono 280 colonne riutilizzate: per visualizzare questo fenomeno allora abbiamo selezionato alcuni esemplari di importanza veramente notevole ed anche alcune vasche che provengono dalla Villa" come quella famosissima in breccia verde egiziana che era esposta nel '500 a Villa Medici. A questi esemplari si aggiungono nella prima parte dell'esposizione, aperta gratuitamente al pubblico dal martedì al venerdì, busti femminili e maschili con alcuni pezzi che hanno una connotazione cromatica molto netta che aggiunge 'colore' e sfumature al ritratto, ma anche di un busto femminile in alabastro "con una testa modernissima" osserva Gasparri. Ecco poi un pezzo insolito, una testa più grande del naturale, con elmo e corazza, che per secoli è stata ritenuta un ritratto di Alessandro Magno.
    "Siamo stati in grado quando è arrivata nel museo Torlonia ed è stata spogliata del busto di chiarire che questa testa non è maschile (anche se ha dei favoriti sotto le orecchie chiaramente aggiunti nel Seicento) ma è una testa femminile che ha delle una pettinatura caratteristica di tipo egiziano ed è quindi probabilmente l'immagine di una Iside o di una regina tolemaica assimilata a Iside". Tra i capolavori esposti spicca la Tazza Cesi, un pezzo in marmo bianco che si è conservato integro e probabilmente non è stato mai sotterrato, e la monumentale Tazza Torlonia in passato esposta anche al Louvre: un vero e proprio cratere in breccia verde egiziana, rara pietra proveniente dalle cave dello Wadi Hammamat e ritenuto uno dei materiali più preziosi del mondo antico.
    "Fin qui sono in totale 200 i pezzi che abbiamo restaurato con il sostegno della Fondazione Bulgari - spiega Carlotta Loverini Botta, la Direttrice della Fondazione Torlonia che gestisce l'Antiquarium e le scuderie di Villa Albani Torlonia, - e per ognuno di essi c'è una storia conservativa che ora esponiamo con le opere all'interno della mostra, dedicata alla memoria di Raniero Gnoli", studioso e collezionista di marmi antichi.
    "Questo spazio di fatto raddoppia la capacità espositiva rispetto al precedente - sottolinea il presidente della Fondazione Alessandro Poma - e consentirà al pubblico romano di avere uno scorcio permanente su quello che accade dietro le quinte del lavoro della Fondazione con la Collezione Torlonia, con il pubblico che potrà vedere i restauri che realizziamo e che magari poi raggrupperemo in piccole mostre con un tema curatoriale come quello attuale".
   

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