Il Teatro Greco di Siracusa parla al mondo con in scena i Persiani di Eschilo
ANSA - Cultura

Il Teatro Greco di Siracusa parla al mondo con in scena i Persiani di Eschilo

Mercoledì 4 marzo 2026
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Oltre ad Alcesti, Antigone e Iliade. Partenza con 4 repliche in anteprima dal 13 aprile

È un puro caso che nel programma di quest'anno dell'Istituto Nazionale Dramma Antico al Teatro Greco di Siracusa ci siano i Persiani di Eschilo, che oggi ci sembra così attuale. Pianificata già tre anni fa, la rappresentazione della più antica opera teatrale che ci sia pervenuta per intero ora sembra parlare al mondo. Si tratta infatti della storia della disfatta della flotta persiana a Salamina e, come spiega il regista che la porta in scena, Àlex Ollè, "lo smarrimento di un popolo e dei suoi governanti di fronte a una sconfitta brutale e inaspettata" usando la chiave "dell'illusione della perpetuità del potere".
    I Persiani è solo una delle produzioni di questa stagione dell'Inda, che andrà dal 13 aprile al 28 giugno. Al centro del semicerchio di pietra, come raccontato in conferenza stampa da Marina Valensise, consigliera delegata dell'Inda, troveranno spazio pure l'Alcesti di Euripide secondo Filippo Dini, l'atto finale del trittico tebano di Sofocle con la regia di Robert Carsen, e il ritorno dell'Iliade di Giuliano Peparini.
    Quest'ultimo sarà presentato in anteprima per le scuole con quattro repliche dal 13 al 16 aprile.
    Il debutto ufficiale è previsto l'8 maggio con Alcesti, tradotto dal greco da Elena Fabbro. Il 9 maggio debutterà l'Antigone di Sofocle (in traduzione di Francesco Morosi), che segna - dopo l'Edipo Re e l'Edipo a Colono, la chiusura del personale viaggio a Tebe di Robert Carsen. Poi, il 13 giugno, il via ai Persiani nella traduzione di Walter Lapini. La quarta produzione, l'Iliade, sarà presentata in un doppio allestimento: le date riservate alle scuole vedranno in scena i giovani attori della scuola di teatro dell'Inda e della Peparini Academy, mentre dal 14 al 27 giugno ci sarà il ritorno nel ruolo dell'Aedo di Vinicio Marchioni e nel ruolo di Achille Giuseppe Sartori. La traduzione dei versi è di Francesco Morosi, le musiche di Beppe Vessicchio.
    In un messaggio scritto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha affermato che il programma "presenta una visione attuale tre grandi tragedie del repertorio classico" e "all'Istituto Nazionale del dramma antico spetta il compito di custodire, tramandare e far rivivere un elemento essenziale della nostra tradizione, vale a dire del nostro avvenire".
   
   

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