Niccolò Ammaniti torna con 'Il custode', una favola nera
ANSA - Cultura

Niccolò Ammaniti torna con 'Il custode', una favola nera

Martedì 10 marzo 2026
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L'atteso romanzo con protagonista un tredicenne tra orrore e amore

(di Mauretta Capuano) NICCOLÒ AMMANNITI, IL CUSTODE (EINAUDI, PP 164, EURO 16,50). Torna all'adolescenza Niccolò Ammaniti con la storia di un ragazzo, il tredicenne Nilo Vasciaveo, che vive in un paesino sperduto della Sicilia, Triscina, nel suo nuovo atteso romanzo 'Il custode', una favola nera appena arrivata in libreria per Einaudi Stile Libero. È il suo più pauroso romanzo d'amore in cui ci porta anche e in modo sorprendente alle origini della mitologia greca.
    "Gli dei sono più umani degli umani e non sono mai giusti. Sono rabbiosi, permalosi, scorretti e spesso invidiosi. Atena era innamorata di Poseidone e, accecata dalla gelosia, ha incolpato Medusa di averlo sedotto e l'ha trasformata in un mostro" dice a Nilo la madre che adora lo studio del greco antico e fare i conti. Tra orrore e tenerezza, ci sono anche le Metamorfosi di Ovidio, la poesia e il mondo dei mafiosi.
    Nilo abita in un buio seminterrato con la zia Rosi e la madre Agata, in un sottoscala con le pareti giallo camomilla dove, per mancanza di sole, le piante sono finte, che custodisce un antico e pauroso segreto. Il padre è morto sul lavoro, ma non si sa bene come, quando aveva due anni.
    "Mamma mi aveva avvertito, scordati gli amici, scordati i viaggi, il mondo inizia e finisce a Triscina, noi abbiamo un compito, occuparci della cosa nel bagno" racconta Nilo che si addormenta ogni notte con delle gocce di sonnifero che gli somministra la madre. Questa volta lo scrittore tradotto in tutto il mondo, l'autore di 'Io non ho paura', di 'Io e te', de 'La vita intima', Premio Strega nel 2007 con 'Come Dio comanda', le cui opere sono diventate anche film diretti tra l'altro da Gabriele Salvatores e Bernardo Bertolucci, scava nei desideri nascosti di un adolescente che ha la passione per la scultura e afferma di essere un discendente del grande ateniese Fidia. La sua famiglia da secoli è custode di qualcosa di indicibile, la madre lavora in una casa di cura e dirige l'azienda 'Marmi Sorelle Vasciaveo' che in realtà è una copertura. L'officina viene usata dai mafiosi per mettere a posto chi ha visto troppo.
    In questo sperduto e arcaico borgo - "a Triscina d'inverno non c'è nessuno, proprio nessuno. Internet dice che ci vivono settecentoquaranta persone, ma se ci sono si nascondono benissimo" - si rompono tutti gli equilibri quando arrivano la trentenne filiforme un po' consumata Arianna, che fa dirette su OnlyFans, e la figlia di dieci anni Saskia, con uno zaino a forma di aragosta sulla schiena che guarda Nilo incuriosita. Ma lui si prende una bella cotta per la madre. Tra i suoi desideri "essere come Fidia "il più grande scultore del mondo, studiato nei libri di scuola, ammirato, ricco e sempre sposato con Arianna". Dopo aver conosciuto l'amore, Nilo non potrà più sopportare certe cose che fanno parte della sua vita quotidiana.
    Dedicato "alle donne della mia vita", 'Il custode', in cui lo scrittore romano usa espressioni del linguaggio siciliano, ha un finale difficile da immaginare. "Il lettore incontrerà due o tre circostanze inverosimili che noi riportiamo per rispetto alla verità" come dice il brano da I miserabili di Victor Hugo riportato in apertura. E come colonna sonora Claudio Baglioni, Jovanotti e citazioni anche dalle canzoni 'Con te partiro' interpretata da Andrea Bocelli e da 'Bruci la città' di Irene Grandi.
   

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