Vince la magia di Napoli nelle voci e nei volti di 'Scugnizzi'
Successo all'Augusteo per il 'nuovo' debutto dell'opera di Claudio Mattone
(di Angelo Cerulo) "Il vostro calore è la nostra forza". Un emozionatissimo Claudio Mattone, chiamato sul palco al termine della 'prima' della sua opera 'C'era una volta...Scugnizzi', si rivolge così al pubblico del Teatro Augusteo di Napoli che applaude lungamente l'esito dell'esibizione dei giovani protagonisti. "Sono senza parole ed emozionato come la prima volta, 25 anni fa..." aggiunge il maestro chiamando sul palco la moglie Claudia Cortellesi (aiuto regista), i figli Tullio e Manuela, la costumista Francesca Romano Scudiero e lo scenografo Bruno Garofalo, fra i tanti che hanno contribuito al successo della messinscena. Un debutto coinvolgente di uno spettacolo (i movimenti coreografici portano la firma di Gino Landi) dove si sono manifestati i tratti della 'cultura' di Napoli in un'atmosfera magica.
Il musical è giunto alla quarta edizione (nel 2002 la prima volta proprio all'Augusteo, e riportato ora a teatro dopo 15 anni di assenza) incentrato sulla lotta fra il bene e il male partendo dai ragazzi cosiddetti a rischio: "Abbiamo visto tanti esempi dove sono stati mitizzati modelli negativi - ha spiegato il regista all'ANSA poco prima dell'inizio - nel mio piccolo cerco, invece, di valorizzare quelli positivi. Ragazzi della speranza, della pazienza, della resilienza, pieni di iniziativa e di talento, insomma il lato bello della gioventù".
Caratteristiche che hanno anche gli attori della nuova edizione? "Sì. Le interpretano fino in fondo: giovani che hanno disagi e che spesso crescono nel disagio, ma alla fine scelgono il bene".
Attori/cantanti selezionati da Mattone su quasi 1.500 ragazzi.
La vicenda - con le tante canzoni (da 'A città 'e Pulecenella a 'Magnifica Gente' a 'Parlanno Parlanno') che caratterizzano lo spettacolo - è ambientata a Napoli ma con un messaggio universale, e racconta la storia di don Saverio (Alfonso Giorno), un prete di strada, e del boss camorrista 'o Russo (Ciro Salatino). Da giovani erano stati entrambi detenuti nello stesso istituto minorile mentre da adulti si ritrovano su fronti opposti. Il primo tenta di sottrarre i ragazzi alla criminalità, mentre il secondo li sfrutta per i propri affari illeciti. Il prete alla fine sarà ucciso, tuttavia le sue idee vinceranno contro il male.
Ma a Napoli e in Italia c'è bisogno di messaggi di questo tipo? "Sì, non solo a Napoli. Il mercato porta a produrre il 'male' perché, si sa, attira di più. Il mio piccolo sforzo, ribadisco, è quello di puntare su modelli positivi. Quando abbiamo fatto recite scolastiche abbiamo visto ragazzi che 'tifavano' per il bene, per il prete. Vuol dire che il linguaggio era adatto a loro, non una predica noiosa".
In programmazione fino al 3 maggio all'Augusteo, lo spettacolo - che ha presentato anche una canzone nuova, 'Parlame ancora' - farà poi tappa al Verdi di Salerno e in altre regioni e dal 18 novembre sarà al Sistina, a Roma.
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