Pasquale Perna, i funerali dell'operaio tik toker a Cercola: «Martire del lavoro, chiediamo verità e sicurezza»
Ieri pomeriggio Cercola si è fermata per stringersi attorno al feretro di Pasquale Perna, l?operaio di 37 anni, due figlie piccole, morto martedi in una fabbrica di Acerra. Il...
Ieri pomeriggio Cercola si è fermata per stringersi attorno al feretro di Pasquale Perna, l’operaio di 37 anni, due figlie piccole, morto martedi in una fabbrica di Acerra. Il funerale ha visto una partecipazione di popolo, segno che questa vicenda ha scosso l’opinione pubblica locale. Poco dopo la morte di Perna l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha voluto celebrare il Primo Maggio in una fabbrica di Arzano.
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«Le morti sul lavoro sono sacrifici umani sull’altare del profitto», il monito del prelato. Le parole di Battaglia sono state rilanciate al funerale dell’operaio da don Giovanni Cozzolino, parroco della chiesa dell’Immacolata Concezione, al centro di Cercola, stracolma per l’occasione tanto che centinaia di persone non hanno potuto assistere alla messa restando assiepate sul corso del paese. Davanti alla bara di Pasquale Perna, su cui si poteva distinguere una maglietta del suo amato Napoli, don Cozzolino ha detto che «ora abbiamo bisogno di luce». «Questo è un incubo - l’omelia del sacerdote - le domande sono tante, gli interrogativi crescono. Oggi siamo moltissimi perché abbiamo fame di domande e di giustizia» . Davanti al sacerdote erano seduti il papà e la mamma di Pasquale Perna, Giuseppe e Amalia, i fratelli, le sorelle.
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Tutti tutti straziati da un dolore immenso. «Padre, sono certa che ora mio figlio sia nelle mani di Dio», ha confidato mamma Amalia a don Cozzolino poco prima del funerale. Dal pulpito però ha lasciato un ricordo personale dell'operaio soltanto l’assessore comunale Katia Manzo, parente del lavoratore morto. I genitori, i fratelli, gli amici più stretti si sono chiusi in uno stretto riserbo. «Eri riservato ma pieno di amore per tutti noi, per i tuoi familiari, per le tue figlie: ciao Pasquale», il commiato dell’assessore Manzo. In chiesa, fascia tricolore al petto, c’era il sindaco, Biagio Rossi, che dopo il funerale ha rilasciato dichiarazioni molto dure.
«I genitori, le figlie, i fratelli hanno visto Pasquale andare al lavoro come ogni mattina per poi non tornare mai più - ha detto Rossi -. Non serve fare nuove leggi sulla sicurezza: bisogna cambiare il paradigma. I datori di lavoro - la stoccata del sindaco di Cercola - devono sentire come loro principale dovere la cura della loro risorsa più preziosa, che è il capitale umano, perché senza quello non si arriva a nulla. La nazione deve fare una riflessione seria affinché le tante morti di questi ragazzi non siano avvenute invano».
L’autopsia di Pasquale Perna è stata effettuata il primo maggio. Nel frattempo dalle indagini, svolte dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna con il coordinamento della procura di Nola, è emersa una pista principale secondo cui Perna fosse alla guida di un muletto, una sorta di carrello elevatore, poco prima di morire, all’interno di un deposito della Ecologia Italiana, azienda di Acerra che trasforma i rifiuti tessili in pannelli isolanti. Il muletto si sarebbe all’improvviso ribaltato e l’operaio sarebbe rimasto schiacciato dal peso del mezzo.