Aeroporto di Salerno, test futuro al via: due aerostazioni già attive e spazio ad altri 14 operatori
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Ai nastri di partenza e a quelli dei bagagli. Il primo giorno di un importante mese di prova è arrivato. Da oggi l’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento è chiamato a cambiare passo, trasformandosi nello scalo di riferimento per una parte del traffico aereo normalmente diretto a Napoli Capodichino, temporaneamente chiuso per consentire gli interventi programmati alla pista. Da giorni all’interno dell’infrastruttura si viaggia (già) a ritmi spediti per poter affrontare al meglio un mese di superlavoro, senza lasciare spazio all’improvvisazione. L’infrastruttura situata tra Bellizzi e Pontecagnano è chiamata infatti a dimostrare di poter sostenere flussi più consistenti e, soprattutto, di saperli gestire e offrire un servizio positivo ai viaggiatori.
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L’organizzazione
È confermata l’apertura della nuova aerostazione, che ospiterà i voli extra-Schengen e contribuirà, insieme al terminal di aviazione generale, a distribuire meglio i movimenti dei passeggeri. Riattivato anche il parcheggio alle spalle del nucleo elicotteri dei Vigili del Fuoco, ulteriore spazio destinato ad accogliere non soltanto chi parte o arriva, ma anche accompagnatori e curiosi. Perché il banco di prova non riguarda esclusivamente gli aeromobili: bisognerà governare accessi, soste, attese, bagagli e ogni servizio che ruota intorno a un aeroporto. Per tutto il mese di novembre saranno in totale 15 le destinazioni servite da Salerno, sei nazionali e nove internazionali. Sul fronte italiano figurano Bergamo, Milano Malpensa e Linate, Genova, Torino e Trieste. Sul versante internazionale ci sono Amsterdam, Barcellona, Casablanca, Dubai, Düsseldorf, Madrid, Parigi, Sharm el-Sheikh e Stoccarda. Una programmazione articolata che richiederà un’organizzazione puntuale, nel rispetto dei limiti infrastrutturali dello scalo: la torre di controllo resterà operativa 24 ore su 24, con una capacità massima prevista di due voli all’ora. A fare la differenza sarà soprattutto il fattore umano.
Lo sprint
Per affrontare l’incremento dei flussi sono state impiegate ulteriori 14 unità lavorative, destinate a rafforzare il nucleo operativo nelle attività di accoglienza, sicurezza e assistenza. La Filt Cgil, attraverso Carmen Morra e Gianluca Petrone, assicura che la preparazione è stata condotta in sintonia con Gesac: «Siamo certi delle capacità professionali ed umane delle maestranze aeroportuali, che sono pronte per questo fondamentale appuntamento», sottolineano dal sindacato, evidenziando come questa fase possa segnare una svolta per il futuro dello scalo. Ma la partita si gioca anche fuori dalle aerostazioni. Un aeroporto funziona se è facilmente raggiungibile e se riesce a garantire collegamenti efficienti con le principali direttrici del territorio. In questo quadro si inserisce il ruolo di Busitalia, che si è aggiudicata la gara per il trasporto pubblico da e per Napoli Capodichino e continuerà a garantire il servizio Airlink tra l’aeroporto salernitano e la stazione ferroviaria di piazza Vittorio Veneto.
Per tutto il mese sono inoltre previsti collegamenti straordinari su gomma tra Napoli piazza Garibaldi e il Costa d’Amalfi e del Cilento, con otto corse giornaliere per direzione. Il biglietto costa 12 euro a tratta, acquistabile a bordo con pagamento elettronico. Potenziati anche i collegamenti con la stazione di Salerno, mentre restano disponibili i servizi verso Potenza, Eboli, Battipaglia e la Costiera amalfitana. A completare il quadro c’è il taxi collettivo, introdotto in via sperimentale con tariffe predeterminate per i trasferimenti verso le stazioni centrali di Salerno e Napoli. C’è poi un altro tassello che racconta la prospettiva dello scalo oltre la dimensione turistica e commerciale. Da novembre Salerno diventerà infatti sede operativa del servizio del nucleo elicotteri del 118, con mezzi attivi 24 ore su 24.
Una funzione che rafforza il ruolo sociale dell’infrastruttura e ne amplia il valore strategico per l’intero territorio. Comincia così il test vero con la società di gestione dei due scali, la Gesac, in prima linea. Salerno da oggi dovrà dimostrare che lo scalo può reggere un’operatività più intensa e trasformare un’emergenza organizzativa in un’occasione di crescita. La sfida, insomma, è appena decollata. E questa volta non basterà tenere lo sguardo puntato sulla pista: bisognerà osservare tutto quello che avviene intorno.