Afragola, banda del buco alle Poste: rapinatori messi in fuga con urla e lanci di pietre
Sfortunati e mazziati. Anzi presi a pietrate. E la rapina della banda del buco nelle poste di Afragola fallisce miseramente, per la reazione di uno degli impiegati. L?addetto quando ha visto...
Sfortunati e mazziati. Anzi presi a pietrate. E la rapina della banda del buco nelle poste di Afragola fallisce miseramente, per la reazione di uno degli impiegati. L’addetto quando ha visto sbucare dall’improvviso buco del pavimento dell’ufficio il mezzo busto di uno dei malviventi, lo ha preso letteralmente a pietrate, scagliandogli contro i grossi calcinacci causati dall’apertura del foro.
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E al rapinatore, che aveva il volto coperto dal passamontagna, sorpreso e forse colpito da uno dei calcinacci, non è restato altro che battere in precipitosa ritirata insieme ai complici che aspettavano l’ok per salire dal tunnel, inseguiti da una sfilza di “maleparole”, irriferibili. Un esito del tutto diverso, rispetto alla rapina messo a segno nei giorni scorsi al Crédit Agricole nei giorni scorsi all’Arenella, dove la banda del buco ha tenuto in ostaggio 25 persone ed ha svaligiato numerose cassette di sicurezza, prima di fuggire.
Banda del buco ad Afragola, fanno troppo rumore e vengono scoperti
L’assalto
Risvolti da comiche, dunque, nel fallito assalto underground all’ufficio postale ubicato all’angolo di via San Marco e via San Giovanni ad Afragola, dove i banditi puntavano ad un colpo, di quelli che sistemano per tutta la vita, visto il carico di soldi arrivato nella filiale di Poste Italiane, perché ieri mattina era il primo giorno per il pagamento delle pensioni di maggio. Una manciata di minuti dopo la precipitosa fuga dei malviventi. Sul posto sono arrivate le volanti del commissariato di Afragola, diretto dal vice questore Manuela Marafioti e le pattuglie dei carabinieri della locale caserma, diretta dal luogotenente Carmine Antinori, che hanno messo in sicurezza la zona e ed ispezionato la parte finale del tunnel scavato dai malviventi, durante la giornata festiva del Primo Maggio. Secondo una prima valutazione degli inquirenti, i malviventi sarebbero arrivati sotto il pavimento dell’ufficio postale, passando dal grosso collettore fognario ubicato vicino all’ufficio.
Il cunicolo
La galleria e tutto il percorso scavato dalla banda del buco, nei prossimi giorni sarà passato al setaccio dagli uomini della polizia scientifica alla ricerca di eventuali tracce biologiche e di altri elementi utili per identificare i componenti della banda. A far scattare l’allarme sono stati gli stessi impiegati delle poste, che si erano insospettivi per alcuni rumori e piccole vibrazioni, provenienti proprio dal pavimento, e che non assomigliavano a quelli soliti del traffico pesante che pure assilla la zona. E seguendo la sorgente dei rumori, gli impiegati sono arrivati in un piccolo e stretto locale, adibito a deposito. Proprio quando, preceduto da un sordo rumore, una porzione del pavimento è franata verso il basso, lasciando ben visibile una stretta apertura, dalla quale è improvvisamente sbucato uno dei malviventi, che per diversi secondi è rimasto bloccato nella stretta apertura. E tanto è bastato all’impiegato, che, dopo aver afferrato un primo grosso calcinaccio ha iniziato a lapidare il malvivente mettendolo in fuga.
Le rapine
Questa nella zona dei comuni a nord di Napoli, è stata decisamente una settimana nera per i rapinatori. Tre giorni fa, a Frattamaggiore, i carabinieri hanno arrestato Antonio Cantone, 57 anni, e Salvatore Castello, 69 anni, che dopo aver preso in ostaggio il direttore, il cassiere e un cliente della Banca Popolare, di via Vittorio Emanuele, erano in attesa che si aprisse la cassaforte a tempo. Troppo in là con gli anni, i due malviventi non avevano fatto i conti con una delle telecamere gestita con l’IA, che aveva rilevato l’anomalia nei movimenti interni, lanciando l’allarme automatico che ha poi consentito ai carabinieri di arrestare i due rapinatori all’interno della filiale dell’istituto di credito.