Garlasco, la famiglia Poggi: «Sempio è innocente. Chiara non gli avrebbe mai aperto in pigiama. Lui ossessionato? Non l'ha mai cercata»
Il Mattino

Garlasco, la famiglia Poggi: «Sempio è innocente. Chiara non gli avrebbe mai aperto in pigiama. Lui ossessionato? Non l'ha mai cercata»

Domenica 3 maggio 2026
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Giuseppe Poggi e Rita Preda restano convinti della colpevolezza di Alberto Stasi, nonostante la puntuale ricostruzione della dinamica (e del movente) con cui Andrea Sempio, secondo la Procura di...

Giuseppe Poggi e Rita Preda restano convinti della colpevolezza di Alberto Stasi, nonostante la puntuale ricostruzione della dinamica (e del movente) con cui Andrea Sempio, secondo la Procura di Pavia, ha ucciso Chiara la mattina del 13 agosto 2007, mentre loro si trovavano in vacanza sulle Dolomiti, in Val Pusteria, insieme all'altro figlio, Marco. Una ricostruzione che i legali dei Poggi definiscono «assolutamente fantasiosa». Sul commesso di 38 anni, amico intimo di Marco e frequentatore della loro villetta in via Pascoli, a Garlasco, i genitori della vittima sono "innocentisti". Una tesi sostenuta non per partito preso, ma dettata dalla fiducia che ripongono nella giustizia. E, al momento, il dato processualmente certo è che c'è una condanna definitiva a 16 anni per omicidio inflitta a Stasi. Mentre le contestazioni a carico di Sempio non hanno ancora superato il vaglio di un giudice.

APPROFONDIMENTI

Le domande della Procura che Sempio tenta di evitare

Ricostruzione fantasiosa

«Riteniamo che si tratti di una ricostruzione assolutamente fantasiosa - ha precisato l'avvocato Francesco Compagna, che assiste la famiglia Poggi insieme al collega Gian Luigi Tizzoni - Chiara avrebbe aperto la porta in pigiama ad Andrea Sempio? E lui sarebbe stato talmente ossessionato da Chiara da non averla mai cercata sul cellulare nel corso di tanti anni? E avrebbe poi deciso di recarsi nella villetta di via Pascoli proprio nei giorni in cui lei conviveva con il fidanzato Alberto? Sono tutti aspetti che non convincono». «Lascio da parte la bicicletta nera da donna, i pedali, le scarpe Frau, che sono aspetti più tecnici che devono essere trattati con una certa completezza e precisione - ha aggiunto il legale - ma già di primo acchito, ancora prima di vedere le carte, riteniamo che davvero si stia continuando ad accusare una persona che è palesemente estranea a questo delitto e questo dispiace per tante ragioni». In casa Poggi c'è grande scetticismo per la svolta a cui è arrivata la Procura di Pavia, constando a Sempio di aver ucciso la 26enne «con crudeltà», colpendola con un corpo contundente e provocandole «almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto».

«È un'ipotesi irreale, che sembra costruita a tavolino senza tener conto dei dati già noti. Dall'esterno - spiegano gli avvocati Compagna e Tizzoni, legali della famiglia Poggi - si ha l'impressione che non sia stato trovato alcun elemento significativo nei confronti di Sempio e che il tentativo di scagionare Stasi, a tutt'oggi condannato con sentenza definitiva, continui a scontrarsi con le evidenze probatorie acquisite nel giudizio di rinvio, in merito alla falsità del suo racconto, all'occultamento della bici nera da donna ed alla sostituzione dei pedali che furono rinvenuti dai Ris sulla bici bordeaux». «L'esito dell'incidente probatorio al quale abbiamo avuto modo di partecipare - hanno aggiunto i legali - ha confermato che tutte le tracce rinvenute sugli oggetti presenti in cucina e nella spazzatura erano riferibili a Chiara e ad Alberto. Se i legali di Stasi la pensano diversamente, hanno la facoltà di proporre in qualsiasi momento una nuova istanza di revisione e potrà essere finalmente l'occasione per valutare gli esiti di questa nuova indagine in un contesto giurisdizionale, invece che nelle trasmissioni televisive. Per il resto, ci auguriamo che con la conclusione delle indagini possa finire almeno il gratuito sciacallaggio nei confronti delle troppe persone che non risultando neppure indagate».

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