Ragazze ferite al Cavone: «Noi vive per miracolo, sarà dura dimenticare ma non ci piegheranno»
«Ho avuto paura di perdere la gamba, ho provato un grande dolore e poi c?è stata tanta confusione.... Non riuscivamo a capire cosa fosse davvero successo». Le due amiche...
«Ho avuto paura di perdere la gamba, ho provato un grande dolore e poi c’è stata tanta confusione.... Non riuscivamo a capire cosa fosse davvero successo». Le due amiche di 23 e 24 anni che la sera tra il 30 aprile e il primo maggio sono state colpite da uno dei proiettili esplosi in via Francesco Saverio Correra, nel corso di una sparatoria tra un giovane a bordo di uno scooter e un altro a piedi, preferiscono restare entrambe nell’anonimato. Sono stanche del clamore, sono stanche di essere al centro dell’attenzione, stanno bene ma hanno entrambe ancora tanto dolore alle gambe. Vogliono solo tornare alla loro vita di sempre. Si definiscono «migliori amiche» e in quei momenti sono state sempre insieme, mano nella mano fin quando hanno potuto. Una di loro è tornata a casa poche ore dopo, l’altra è rimasta in osservazione un po’ di più ma già programmano le loro uscite future «perché è stato solo un episodio casuale».
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Sono entrambe «molto consapevoli» della fortuna che hanno avuto, soprattutto perché soltanto il 7 aprile scorso ad un loro coetaneo, Fabio Ascione, le cose sono andate molto peggio: ha perso la vita a pochi metri dal parco Topolino di Ponticelli, dove abitava, a causa di un proiettile sparato per errore dalla pistola di un ragazzo che conosceva, perché del quartiere, ma non frequentava. E sono anche ben consapevoli che l’elenco delle vittime innocenti, soprattutto giovanissime, è lungo.
La telefonata
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha voluto parlare con loro, esprimere la propria solidarietà e portare una parola di conforto. A lui va il ringraziamento delle due ragazze. La più piccola delle due ammette di aver anche apprezzato il messaggio lanciato da Geolier dal palco del concertone a Roma quando il cantante ha tirato fuori un foglio di carta e letto i nomi delle giovani vittime innocenti di Napoli. «È un grande - dice - ha fatto molto bene a parlarne perché è un personaggio che arriva ad una cerchia molto varia di pubblico napoletano. Arriva a tutti, anzi».
Le considerazioni
Le due «migliori amiche» non vivono nel Cavone, stavano soltanto andando a casa di un amico, per trascorrere una serata tranquilla ma in compagnia, lontano dalla movida fracassona. Ad entrambe le ferite fanno ancora «tanto male» ma sono consapevoli che passerà. Hanno anche un’altra consapevolezza: «sono eventi sporadici, non dipendono da nulla di controllabile ma dal caso». Fataliste, in pratica. Per questo motivo «non abbiamo paura di uscire». E i loro genitori? «Sono molto spaventati da questa casualità degli eventi - dice ancora la più piccola - ma anche loro pensano che che in certe situazioni ci capiti e basta».
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I precedenti
Le due ragazze del Cavone sono state fortunate. Anche gli inquirenti ritengono che se il colpo fosse stato sparato ad una altezza di poco superiore le cose sarebbero andate diversamente. Altri sono stati meno fortunati. Come Fabio Ascione, 20 anni, di cui abbiamo parlato prima. Era il 7 aprile scorso.
Emanuele Tufano aveva 15 anni quando, ad ottobre scorso, è stato freddato alla Sanità, da un proiettile esploso durante una sparatoria tra bande di giovanissimi. Santo Romano aveva 19 anni e sognava una carriera da calciatore. Dopo un allenamento fu trucidato da a San Sebastiano al Vesuvio dove era andato per stare con alcuni amici. Era novembre del 2024. A sparagli fu un minorenne dopo una lite in cui Santo aveva cercato di fare da paciere. Arcangelo Correra anche lui diciottenne, morì a novembre del 2024, colpito alla testa da un colpo partito per errore da un’arma maneggiata da un amico in via Tribunali. E ancora, Giovanbattista “Giogiò” Cutolo, 24 anni, musicista di talento, ucciso nell’agosto 2023 in piazza Municipio per uno scooter parcheggiato male. A marzo dello stesso anno toccò a Francesco Pio Maimone, 18 anni, e ambizioni da pizzaiolo: fu ucciso a Mergellina. Stava mangiando noccioline con gli amici quando è stato colpito da un proiettile vagante sparato durante una lite a cui era totalmente estraneo.