Fontanelle, la sorpresa arriva anche Salvatores: «Visita emozionante»
Il Mattino

Fontanelle, la sorpresa arriva anche Salvatores: «Visita emozionante»

Lunedì 4 maggio 2026
5 visualizzazioni

Due settimane da raccontare, per il cimitero delle Fontanelle. E tra i tanti visitatori che stanno affollando i suoi spazi da quando è stato riaperto, il 19 aprile, ieri si sono notate due...

Due settimane da raccontare, per il cimitero delle Fontanelle. E tra i tanti visitatori che stanno affollando i suoi spazi da quando è stato riaperto, il 19 aprile, ieri si sono notate due «capuzzelle» famose.

Erano quelle del regista premio Oscar Gabriele Salvatores e dell’attrice Antonella Stefanucci, tra quanti hanno concorso a fare registrare l’ennesimo sold out di presenze, 750, in una domenica da tutto esaurito nei vari siti culturali napoletani. Una giornata particolare, per restare sul cinematografico, a segnare una eccezionalità che è tornata ad essere normale, dopo anni di chiusure e brevi momenti di speranza, quella della riconquista del sito per gli abitanti del rione Sanità, per i napoletani e per i tantissimi turisti che nelle giornate festive di primavera invadono la città.

APPROFONDIMENTI Napoli. Dalla Sanità all’Emeroteca, tuffo nei tesori della città: «Il gran finale con Bollani»«Ripristinare il bus per il cimitero delle Fontanelle»: la richiesta al Rione SanitàFontanelle già sold out al debutto 720 visitatori: «Applausi e meraviglia»

Napoli, riapre la Biblioteca dei Girolamini: «Un luogo vivo di produzione del sapere»

La visita 

Durante la visita, Salvatores si è soffermato a lungo sulla cura del progetto, rivolgendo parole di sincero apprezzamento per il lavoro portato avanti dagli abitanti del quartiere. Lo ha colpito il sito, spiegando che erano anni che non ci tornava. E poi la struttura, la pulizia della visione, ma ciò che lo ha realmente catturato sembra essere stata l’anima che abita queste cave di tufo. Il regista di “Mediterraneo” e “Educazione siberiana”, nato a Napoli ma da tempo a Milano, anche se non ha mai smesso di sentirsi radicalmente partenopeo, ha colto immediatamente lo spirito che anima ogni singola visita: non una spiegazione didascalica, ma un atto di accoglienza puro. Frutto della passione e l’entusiasmo di Carmela, una delle giovani guide che la cooperativa La Paranza ha selezionato tra i ragazzi del rione e che ieri ha accompagnato i due personaggi noti, volto e voce di questo impegno quotidiano, a trasformare le Fontanelle in qualcosa di più di uno spazio da visitare.

Insieme a Stefanucci, la visita si è trasformata in un dialogo intenso, quasi filosofico, sul senso ultimo dell’esistenza. Cosa diventiamo dopo il nostro «passaggio»? È una domanda che alle Fontanelle risuona tra le migliaia di resti, le celebri «capuzzelle». Si è parlato di eternità, di memoria, del ciclo inesorabile che ci riporta alla terra. «Polvere alla polvere», recita l’antico adagio, ma con la sensibilità e l’ironia che lo contraddistinguono, Salvatores ha regalato una riflessione che resta impressa: con un sorriso, ha ricordato a tutti i presenti che, alla fine di tutto, la «capuzzella» resta.

L’emozione

«In quella frase c’è l’essenza di Napoli e del suo rapporto con l’aldilà: una presenza fisica, tangibile, che si rifiuta di svanire nel nulla» ha commentato Enzo Porzio, responsabile di La Paranza. «La «capuzzella» è il simbolo di ciò che resiste al tempo, è l’identità che non si cancella, è il legame che i vivi stringono con i morti per non sentirsi soli». La visita di Salvatores e Stefanucci, ha proseguito, «conferma che le Fontanelle sono un linguaggio universale.

Che tu sia un premio Oscar o un abitante del vicolo accanto, quel luogo ti parla. Ti interroga sulla tua umanità, ti commuove con la sua nuda fragilità e ti restituisce alla luce del sole con una consapevolezza nuova. La sfida per il futuro è continuare su questa strada: fare in modo che l’accoglienza non sia un servizio, ma un atto d’amore verso la propria storia, rendendo ogni visitatore non un semplice turista, ma un testimone della vita che continua, anche dove tutto sembrerebbe tacere». Sulle presenze di turisti che hanno preso d’assalto il cimitero da quando è riaperto, Porzio si dice incredulo: «Sapevamo che c’era tanta attesa ma non potevamo mai immaginare quanta. Ogni giorno succede qualcosa che ci commuove e ci ripaga dello sforzo prodotto per far tornare il sito fruibile. Qualcuno che spazza la strada, qualcun altro che si occupa del verde pubblico, mentre i proprietari di automobili non osano neanche passare davanti né tantomeno parcheggiare. È ciò che sognavamo e siamo solo all’inizio».

Condividi questo articolo