Crollo Napoli, tris della Juventus: azzurri al tappeto
Dalla vetta della classifica, ora, ci sono 9 punti. Fatti di vittorie sudate, sconfitte pesanti, vuoti incolmabili. Punti che ti fanno guardare alle spalle. Il Napoli crolla in casa della...
Dalla vetta della classifica, ora, ci sono 9 punti. Fatti di vittorie sudate, sconfitte pesanti, vuoti incolmabili. Punti che ti fanno guardare alle spalle. Il Napoli crolla in casa della Juventus, lo fa con l’eleganza e l’umiltà di chi sa di non poter dare di più. Otto infortunati, dieci assenti in totale. La panchina, ieri sera a Torino, sembrava uno scherzo del destino. Una sconfitta che fa male nelle modalità ma, anche e soprattutto, per i rimorsi che porta con sé: perché la superiorità della Juventus su quel che resta degli azzurri è innegabile, così come innegabili sono pure le mancanze di una direzione arbitrale che avrebbe potuto fare di più.
APPROFONDIMENTI l Vota il migliore in campoJuventus-Napoli, fallo di Bremer su Hojlund: perché non è stato fischiato il rigoreScontri in A1 tra i tifosi di Napoli e Lazio, identificati oltre 300 supporter azzurriJuventus-Napoli, Manna e il mercato: «Juanlu? Ci piace, vediamo quello che succede»
Nella testa di Conte e dei napoletani resterà a lungo il “doppio” rigore non fischiato da Mariani poco prima dell’intervallo: dov’era il Var? Anzi, Doveri al Var: l’arbitro che poche settimane fa aveva espulso Conte a Milano, si fa nuovamente protagonista. E ora le prospettive cambiano.
SI PUÒ FARE DI PIÙ
Il gol di David fa da spartiacque a un primo tempo da più volti. Inevitabile una partenza forte dei padroni di casa: nei primi 5’ di gioco il Napoli non gestisce mai un possesso nella metà campo avversaria. Ma è una spinta sterile quella dei bianconeri. Una manovra che trova di fronte il muro di Conte. Offensivamente, però, gli azzurri sono poca cosa. Il migliore, nel deserto qualitativo, risulta Vergara: stop e personalità, occasioni e visione. Il giovane napoletano sembra un veterano delle sfide con la Juventus, gioca bene gli scontri con Thuram e serve benissimo i compagni, con cui pare intendersi alla meraviglia. Sul mancino ha anche una occasione interessante, che però Di Gregorio frena. Di Antonio e Hojlund le uniche occasioni in avvio, poi la Juventus alza i giri e in pochi minuti rischia tre volte il gol. Prima il palo di Thuram, poi il salvataggio sulla linea di Buongiorno, a metà tra il miracolo e il tempestivo. In mezzo, appunto, quella rete di David che vede Spinazzola in ritardo e Meret fuori causa. La squadra di Spalletti è a sua immagine e somiglianza: attacca in ampiezza, poi taglia il campo: Yildiz è il grimaldello, il suo nuovo Kvaratskhelia, ma anche Conceicao e Locatelli sembrano altri calciatori rispetto a qualche mese fa. L’intervento di Buongiorno, però, fa da spartiacque perché sembra restituire grande smalto alla manovra napoletana: Gutierrez e Spinazzola alzano i giri del motore, McTominay e Hojlund si fanno vedere di più. Fino all’episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia.
NEMMENO VAR?
Prima dell’intervallo, il doppio intervento di Bremer su Hojlund e Kalulu su Vergara non viene fischiato in area. Ma neppure rivisto. Il Var, improvvisamente, scompare. Anche in tv si fa quasi difficoltà a rivederli. Ma Mariani è sicuro, dalla cuffia Marchetti non lo ha mai richiamato per un minimo dubbio. Eppure il dubbio ci sarebbe. Conte sorride sardonico ma sa di avere poche armi per cambiare questa gara. La ripresa, infatti, comincia sulla stessa trama: voglia, intensità, ma è la Juventus ad avere le occasioni migliori. Ci sono due esordi in azzurro: quello di giovane al posto di Elmas e quello di Lukaku per Vergara. Il brasiliano non ha alcun impatto, ma quello di ieri a Torino era più il primo allenamento coi compagni che la prima gara. Big Rom entra appena dopo il raddoppio di Yildiz - pasticcio di Juan Jesus - e appena prima del tris di Kostic che chiudono la gara.
CAMBIO DI PROSPETTIVA
I tre punti riportano la Juventus forte in alto per la lotta alla qualificazione in Champions. La stessa lotta che vedrà protagonista il Napoli. Al 26 gennaio pare ormai chiaro: per lo scudetto, quest’anno, si fa quasi impossibile. Confermare uno dei primi quattro posti diventa l’obiettivo, una meta da raggiungere con il rientro graduale di tutti gli assenti. A proposito di Champions: dopo aver (quasi) detto addio allo scudetto, Conte e i suoi devono provare a non fare lo stesso tra 48 ore con la Champions. Una missione non impossibile, ma comunque difficile.