Crans-Montana, lavori senza autorizzazione. La ristrutturazione del bar solo «comunicata» al Comune
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È previsto questa mattina l’incontro tra l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha richiamato il diplomatico per “consultazioni” dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, il gestore del Constellation, indagato, insieme alla moglie Jessica, per il rogo che ha ucciso 40 persone e ne ha ferite anche 116. Di fatto dal punto di vista politico, l’Italia ha pochi strumenti, oltre alle pressioni già esercitate. Ma il governo chiede rassicurazioni e garanzie rispetto alle lacune dell’inchiesta, su un processo equo, che non escluda nessuno, sulla vigilanza degli indagati, sulla necessità di nominare un procuratore esterno e una squadra alla quale prendano parte anche investigatori italiani. E sui risarcimenti.
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La procura di Roma già ha trasmesso nelle scorse settimane una rogatoria ai colleghi di Sion, per richiedere tutti gli atti dell’inchiesta, e sollecitato la partecipazione della polizia giudiziaria italiana a tutti i futuri passi dell’indagine. Ma ancora nessuna risposta è arrivata. In realtà, dopo la scarcerazione del gestore del bar, il governo aveva già dato un’indicazione al diplomatico: chiedere un incontro immediato con la procuratrice Beatrice Pilloud, che coordina l’inchiesta, ma il magistrato ha rifiutato il confronto, sottolineando in una nota che la decisione sia stata di fatto del Tribunale. Che, però, si è limitato ad accogliere le richieste della procura. Mentre il governo elvetico ha replicato alla dura reazione italiana sottolineando come l’ordinamento svizzero preveda la separazione tra i poteri e l’indipendenza della magistratura. Resta il forte segnale, l’Italia, in realtà, ha poche mosse da fare.
Mentre, dagli atti, emergono altre anomalie nell’iter che ha portato all’apertura del bar e ai mancati controlli da parte dell’amministrazione comunale, che di fatto ha autorizzato una trappola micidiale e il Tg1 dà notizia che il “Le Vieux chalet”, l’altro locale di Moretti, nel 2024 era stato teatro di un incendio. Tanto non è bastato per fare scattare i controlli. Alcuni legali sospettano che anche al Constellation ci fosse stato un principio di fiamme in passato, ma la circostanza non è verificata. Tanto non è bastato per fare scattare i controlli.
I permessi
Nel 2015, quando Jacques Moretti prende in affitto il bar e lo ristruttura, applicando tra l’altro sul soffitto i pannelli fonoassorbenti causa dell’incendio, realizza le modifiche interne senza permesso di costruzione. Secondo l’ex proprietario, intervistato da “24Heure”, «non è stato necessario alcun permesso per apportare modifiche interne», è bastata una semplice segnalazione all’amministrazione, come prevede la legislazione. Adesso, sarà l’inchiesta a stabilire se invece sarebbe stato necessario un permesso.
D’altra parte è ancora l’ex proprietario a sottolineare come l’amministrazione abbia concesso il permesso di esercizio, ossia la licenza, il 26 agosto 2015, quando il comune di Chermignon, che all’epoca comprendeva anche Crans-Montana, autorizza Jacques Moretti a gestire il bar dopo aver controllato la sua fedina penale francese, pulita, nonostante una condanna ad Annecy nel 2008 per aver gestito un centro massaggi a Ginevra. «Significa che tutto era in regola», dice ora l’ex proprietario. Non soltanto, il comune ha anche verificato che Moretti avesse le competenze per gestire, acquisite nel 2011 grazie a un corso di formazione. Al gestore non è però stato chiesto un piano di sicurezza antincendio. Visto che, nelle ispezioni del 2018 e del 2019, non era ancora stato predisposto e l’amministrazione ha imposto delle prescrizioni, salvo poi dimenticare le verifiche sull’esecuzione.
Gli unici permessi, richiesti dal proprietario, riguardano invece la costruzione della veranda del Constellation. Il comune di Chermignon ha autorizzato l’ampliamento, ma ha vietato l’uso di riscaldamenti esterni, facendo riferimento a un «abuso razionale dell’energia» ed esprimendo preoccupazione per il peso della neve sulla veranda declinando «ogni responsabilità in caso di incidente». Parallelamente, il Canton Vallese esprime un parere preliminare positivo in materia di protezione antincendio, a condizione che siano rispettate le condizioni relative alla limitazione degli assembramenti, all’uscita di emergenza e agli estintori. Per il resto, «il vostro progetto è stato esaminato; appare completo, comprensibile e plausibile», ma la valutazione riguarda solo le opere esterne, quelle interne vengono del tutto ignorate, a cominciare dai pannelli infiammabili. Il proprietario, Jacques Moretti, è stato quindi nominato «responsabile del controllo qualità» per la protezione antincendio.