Cosparge di alcol il rivale e gli dà fuoco dopo la lite: voleva il suo posto letto
Il Mattino

Cosparge di alcol il rivale e gli dà fuoco dopo la lite: voleva il suo posto letto

Lunedì 26 gennaio 2026
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La lite per il giaciglio, gli spintoni poi la situazione è degenerata quando uno dei due clochard si è armato con una bottiglietta di alcol, l?ha accesa e l?ha scagliata...

La lite per il giaciglio, gli spintoni poi la situazione è degenerata quando uno dei due clochard si è armato con una bottiglietta di alcol, l’ha accesa e l’ha scagliata contro il “rivale”. A far scattare l’allarme sabato notte intorno alle 21 a San Lorenzo è stata una passante, testimone della violenta aggressione. Quando i carabinieri del nucleo Radiomobile e della compagnia Piazza Dante sono arrivati in via dei Marsi però, dell’aggressore non c’era più traccia. Riversa a terra con il corpo ustionato invece la vittima, un 43enne straniero di origini romene, che è stata subito soccorsa. L’uomo è stato trasportato in codice rosso al policlinico Umberto I dove è tuttora ricoverato.

L’indagine

Gli investigatori stanno ora lavorando per definire i contorni della brutale aggressione. Hanno quindi mappato la zona per individuare le telecamere di video sorveglianza che potrebbero aver ripreso il fuggitivo, che rischia l’accusa per tentato omicidio, scappare via. Intanto è stata a lungo ascoltata la testimone che ha fornito le prime informazioni sul caso. Ha infatti riferito che intorno alle 21 stava attraversando via dei Marsi quando ha notato i due uomini litigare tra loro. «Sembravano alterati e ho pensato che sarebbe finita con qualche spintone- ha detto sotto choc- poi ho visto uno dei due prendere dal giaciglio una bottiglietta d’alcol e una volta innescato il fuoco lanciarla contro l’altro». Ai militari la donna ha inoltre fornito alcuni elementi utili per l’identificazione del fuggiasco.

Le ricerche

Secondo i primi dati raccolti dai carabinieri, l’uomo ora in fuga sarebbe un senza fissa dimora frequentatore del quartiere San Lorenzo dove appunto si è consumata l’aggressione. Proprio via dei Marsi sarebbe una delle strade dove i clochard trascorrono le notti in rifugi di fortuna. Le ricerche si sono già allargate alle altre zone di ritrovo, a partire dalla stazione Termini e lungo la banchina del Tevere. In attesa che la vittima possa rispondere agli investigatori. Lo straniero avrebbe già fornito alcuni dettagli utili per l’identificazione e i carabinieri stanno già visionando le immagini delle telecamere di zona. Ma la svolta alle indagini potrebbe arrivare nelle prossime ore quando il 43enne verrà ascoltato ancora dagli investigatori.

I precedenti

L’aggressione della scorsa notte al quartiere San Lorenzo non è un caso isolato. La notte del 25 dicembre l’allarme era scattato alla stazione Cornelia quando un 23enne, straniero di origini marocchine, era stato picchiato da un altro straniero senza fissa dimora. Sul posto erano poi intervenuti tempestivamente i Carabinieri della Stazione Madonna del Riposo mentre il ferito veniva trasportato in codice rosso al policlinico Gemelli. Ancora: non aveva avuto scampo - la scorsa estate- Marin Mircea, cittadino romeno di 64 anni aggredito nella sua tenda di fortuna tra via Belmonte Castello e via Francesco Ferraironi, nella zona di Villa De Sanctis. La vittima era stata trovata a terra, in una pozza di sangue, privo di sensi. Poco dopo, era morto all’ospedale San Giovanni a causa delle gravi lesioni riportate. Per la sua morte era stato poi arrestato un connazionale di 56 anni, Ion Stratulat. Come avevano ricostruito gli investigatori della Squadra Mobile, i due nelle settimane precedenti al delitto, avevano condiviso la stessa baracca nei pressi del parco. Avrebbero litigato per futili motivi poi la discussione era degenerata nel pestaggio. Come poi avevano confermato gli esami autoptici, la vittima presentava un grave trauma cranico, una ferita all’arcata sopracciliare, fratture al naso e alle costole. Ferite compatibili appunto con un pestaggio violento. Gli agenti della Mobile erano riusciti a chiudere il caso grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza che avevano ripreso il killer in fuga.

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