Adriano Gaito morto in Spagna per un incidente in Spagna: addio al manager dell?arte
Il Mattino

Adriano Gaito morto in Spagna per un incidente in Spagna: addio al manager dell?arte

Martedì 28 luglio 2026
4 visualizzazioni

La notizia della morte di Adriano Gaito ha destato un?eco profonda di commozione e dolore per l?improvvisa e accidentale disgrazia accaduta all?estero, in Spagna, a Ibiza, in un...

La notizia della morte di Adriano Gaito ha destato un’eco profonda di commozione e dolore per l’improvvisa e accidentale disgrazia accaduta all’estero, in Spagna, a Ibiza, in un periodo di vacanza. Sembra assurdo che un uomo certamente anziano, ma nel pieno della forma fisica (tennista competitivo), possa perdere la vita per circostanze così negative (una banale scivolata con conseguenze mortali). Gaito era in piena attività, quale Presidente della Fondazione Circolo Artistico Politecnico, e in grado di arrecare molti altri vantaggi nella vita culturale e artistica della nostra città e a beneficio dell’intera regione. Da manager di alto profilo del Banco di Napoli a protagonista di tante vicende artistiche che hanno lasciato il segno e che rappresentano esempi emblematici di una miscela esaltante di versatilità, competenza ed umanità spesa nel servizio pubblico. In questa storia personale, ma ovviamente cittadina, da ricordare per il peso che hanno avuto nelle vicende napoletane e per l’eredità che consegnano ai posteri.

APPROFONDIMENTI Il Musap apre ai privati, intervista a Sergio Sciarelli: «Così rilanciamo il museo»Musap, a Napoli il museo al Circolo Politecnico: «Ecco le opere antiche che raccontano la città»

Il merito 


Non so quanti dei nostri concittadini, visitando il gioiello architettonico ubicato nello storico palazzo Zapata, conoscano e riconoscano il merito di due uomini, capaci di muoversi anche tra le carte bollate e animati dal comune intento di difendere un patrimonio storico compromesso da un’operazione speculativa avallata, nell’indifferenza dell’opinione pubblica, dal Tribunale di Napoli. Se non ci fosse stata la grande tenacia di Adriano Gaito e la sensibilità politica di Antonio Bassolino, oggi avremmo a piazza Trieste e Trento qualche abitazione o qualche B&B in più in luogo di un polo culturale di alto livello. La proprietà dei locali (1.500 mq) fu difatti recuperata in Cassazione per merito di una lunga e vincente azione di contrasto che portò all’esercizio del diritto di prelazione da parte della Regione Campania, all’epoca presieduta da Antonio Bassolino.

In questo sito, composto da sette splendide sale modulari di grande pregio architettonico, si sono dunque continuati a tenere incontri, dibattiti, seminari, attività di promozione culturale, ricerche di archivio nel pieno rispetto delle decisioni dei fondatori.

Tutto ciò sotto il governo di Adriano Gaito nella in forma di ETS senza alcun lucro per gli amministratori. Gaito, da amministratore illuminato, non soltanto fu capace di difendere una sede e delle funzioni di importanza primaria, ma anche di mantenerla, senza alcun aiuto pubblico in pieno stato fino ai tempi nostri. Animatore, sempre in prima linea, delle innovazioni manageriali ebbe l’intuizione di fare nascere mediante l’iniziale intesa con la Fondazione Banco di Napoli, MUSAP nella veste di Fondazione di Partecipazione a cui è stato demandato l’obiettivo di realizzare più ampie alleanze con le Istituzioni e l’imprenditoria privata. Gaito è stato anche presidente del Circolo Canottieri che lo ricorda con un lungo post sui social.

Il rimpianto


Da questo commosso ricordo di un amico personale, nel quale si è voluto privilegiare la figura dell’Uomo capace di svolgere il ruolo di manager dell’arte a servizio del pubblico, si può immaginare quanto dolore abbia suscitato in città la sua improvvisa scomparsa e quanti possano essere i motivi per esaltarne il lascito di vita per le generazioni presenti e future.

Condividi questo articolo