Qualiano, giro di mazzette per gli sversamenti illeciti: operatori infedeli nei guai
Bastavano dieci euro per smaltire alcune buste di rifiuti indifferenziati. Per i carichi più consistenti, il prezzo saliva fino a 260-280 euro. Un tariffario parallelo, calibrato sulla...
Bastavano dieci euro per smaltire alcune buste di rifiuti indifferenziati. Per i carichi più consistenti, il prezzo saliva fino a 260-280 euro. Un tariffario parallelo, calibrato sulla quantità e sulla tipologia dei rifiuti, che avrebbe trasformato l’isola ecologica comunale di Qualiano sulla Circumvallazione esterna in un punto di conferimento fuorilegge aperto a cittadini e aziende conniventi. È il sistema che emerge dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta dai carabinieri della compagnia di Giugliano, sfociata ieri nell’esecuzione di una misura cautelare interdittiva nei confronti di tre dipendenti comunali e nell’iscrizione di sedici persone nel registro degli indagati.
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L’ordinanza del gip, richiesta dalla Procura di Napoli Nord guidata da Domenico Airoma, dispone la sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici per un anno nei confronti di N.M., 66 anni, E.C., 62 anni, e T.C., 65 anni. A vario titolo, i sedici indagati sono invece chiamati a rispondere dei reati di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e illecita attività di raccolta, deposito e smaltimento di rifiuti speciali in assenza delle prescritte autorizzazioni. L’indagine nasce dalla denuncia presentata dal sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis, nel giugno 2025, quando un cittadino gli aveva segnalato che un operatore ecologico aveva preteso dei soldi per il conferimento di rifiuti nell’impianto comunale.
Il business
Un servizio pubblico gratuito trasformato in un affare privato. Da qui l’avvio delle indagini dei carabinieri. Quasi un anno di intercettazioni che hanno documentato oltre cinquanta episodi ritenuti illeciti. Secondo l’accusa, i tre dipendenti comunali addetti alla gestione dell’impianto avrebbero consentito l’accesso e lo scarico di ingenti quantitativi di rifiuti misti e speciali, omettendo sistematicamente di identificare i conferitori e di registrare i materiali in ingresso, come invece previsto dalla normativa sulla tracciabilità. Una manna per aziende fantasma e svuotacantine abusivi. Tra i rifiuti conferiti figurano elettrodomestici fuori uso, residui di potatura e soprattutto grandi quantitativi di materiale ferroso proveniente da attività produttive e cantieri edili.
In cambio gli operatori avrebbero ricevuto denaro contante. Il tariffario variava in base al conferimento: si partiva da dieci euro per alcune buste di rifiuti indifferenziati fino ad arrivare a 260-280 euro per i carichi più consistenti. In alcuni casi, secondo gli investigatori, il compenso veniva addirittura concordato sulla base del peso del materiale con un prezzo fissato in 11,50 euro a quintale. Le intercettazioni documentano anche le modalità con cui sarebbero state riscosse le mini-tangenti.
I soldi
Talvolta il denaro veniva inserito all’interno del documento di riconoscimento consegnato al momento dell’accesso all’isola ecologica; altre volte finiva direttamente nelle tasche dei dipendenti oppure nascosto sotto un calendario da tavolo o sotto il portacarte presente nell’ufficio. Le conversazioni captate dalle “cimici” installate dai carabinieri restituiscono anche il clima con cui, secondo la Procura, veniva gestita l’attività illecita. In una delle intercettazioni uno degli indagati, commentando gli introiti delle mazzette, si lascia andare a una frase emblematica, facendo capire che con gli introiti extra avrebbe potuto anche rinunciare allo stipendio. In un’altra conversazione, invece, davanti a un conferimento particolarmente consistente, uno degli addetti esclama: «Tu mi vuoi far andare in galera…».
L’attesa
Cautela trapela dalle parole del sindaco Raffaele De Leonardis: «Per rispetto del lavoro della magistratura e degli organi inquirenti, ritengo doveroso non rilasciare dichiarazioni sulla vicenda. Ho piena fiducia nella giustizia e sono convinto che ogni aspetto sarà accertato nelle sedi competenti. Come amministrazione continueremo a collaborare con la massima trasparenza, nell’interesse esclusivo del Comune e dei cittadini».