Diventa madre a 57 anni, vi spiego perché è importante essere prudenti
Il Mattino

Diventa madre a 57 anni, vi spiego perché è importante essere prudenti

Mercoledì 29 luglio 2026
5 visualizzazioni

I recenti progressi della medicina della riproduzione hanno indubbiamente allargato gli orizzonti della fertilità, offrendo nuove possibilità e consentendo, in casi selezionati, di...

I recenti progressi della medicina della riproduzione hanno indubbiamente allargato gli orizzonti della fertilità, offrendo nuove possibilità e consentendo, in casi selezionati, di portare a termine con successo gravidanze anche in età riproduttiva avanzata. Tuttavia, la Sifes-Mr (Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione) ritiene fondamentale che il racconto di questi traguardi non viaggi mai in modo avulso da una chiara e trasparente rappresentazione dei rischi e delle implicazioni cliniche.

APPROFONDIMENTI Castellammare, travolge una donna incinta e fugge senza soccorrerla: caccia all’automobilista pirata

Scattò foto sul palco con Ramazzotti quando era incinta, è nato il piccolo Kevin Eros: «Grazie di esistere»Castellamare di Stabia, dolore per la morte di Emilia Cascone: la 37enne era incinta


A seguito della notizia riguardante il parto di una donna di 57 anni a Castellammare tramite Procreazione medicalmente assistita (Pma), la Società intende offrire un quadro d'insieme improntato alla tutela della salute e al rispetto delle normative vigenti. In questi contesti è essenziale chiarire che il concepimento in età molto avanzata è generalmente il frutto di percorsi di ovodonazione effettuati al di sopra dei limiti fisiologici ordinari, situazioni che richiedono estrema cautela e una profonda valutazione medica.


ll quadro legislativo italiano, attraverso la Legge 40 del 2004, stabilisce che l'accesso alle tecniche di Pma sia riservato a coppie in età potenziale ed effettivamente riproduttiva. Su questo punto, gli indirizzi operativi approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome nel 2014 hanno recepito le indicazioni delle principali società scientifiche, sconsigliando l'esecuzione di trattamenti di ovodonazione nelle donne oltre i 50 anni.

Il rispetto di questo limite non è legato soltanto alla necessità di ottemperare ai vincoli normativi, ma anche e soprattutto all'esigenza primaria di tutelare la salute della donna e del nascituro.


Con l'avanzare dell'età, il rischio ostetrico aumenta in modo significativo, esponendo la paziente a patologie quali preeclampsia, ipertensione gestazionale, complicanze cardiovascolari ed emorragie dopo il parto.
Altrettanto rilevanti sono i rischi neonatali: si registra un'incidenza più elevata di parto prematuro e di complicanze neonatali, anche molto gravi, a breve e a lungo termine.


I principali centri qualificati e accreditati in Italia dispongono delle competenze e delle tecnologie per eseguire tali procedure, ma scelgono responsabilmente di porre dei limiti per non esporre le pazienti e i nascituri a rischi sproporzionati.


Fornire un'informazione equilibrata su questi temi è fondamentale per evitare di diffondere l'idea che la fertilità sia priva di limiti temporali. La falsa illusione che si possa concepire in totale sicurezza a qualsiasi età può spingere a posticipare eccessivamente la ricerca di un figlio, con il rischio di aggravare ulteriormente il problema della denatalità.


La Sifes-Mr rinnova quindi il proprio impegno a promuovere un dialogo aperto e responsabile, affinché le storie di maternità straordinaria diventino un'occasione di informazione consapevole sui limiti clinici ed etici della medicina della riproduzione.


* Presidente della Società Italiana
di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione

Condividi questo articolo