Varenne, gli ultimi mesi di buen retiro a Eboli: ora gli dedicheranno un mausoleo
Gli ultimi diciassette mesi di vita Varenne li ha trascorsi da ?cavallo comune?. Certo, chiunque lo incrociasse, mentre passeggiava sui prati verdi dell?allevamento LJ di Eboli,...
Gli ultimi diciassette mesi di vita Varenne li ha trascorsi da “cavallo comune”. Certo, chiunque lo incrociasse, mentre passeggiava sui prati verdi dell’allevamento LJ di Eboli, circa 50 ettari, lo riconosceva e strabuzzava gli occhi. Il passo era rimasto quello del campione, con l’inconfondibile stella sulla fronte appena appannata dall’età, l’andatura ancora fiera. Un purosangue elegante e ancora vigoroso nonostante gli acciacchi dell’età. Fosse stato un uomo avrebbe avuto più di cent’anni e nella piccola oasi di località Cioffi si godeva il tempo del riposo dopo una carriera incredibile. Nella Piana del Sele ci era arrivato a marzo del 2025, «un trasferimento che il suo proprietario, ma sarebbe meglio definirlo il suo amico, Enzo Giordano, avrebbe finalizzato anche prima», racconta Dario De Angelis, a capo dell’allevamento nel quale Varenne viveva da più di un anno.
«Enzo voleva fortemente che Varenne stesse qui da noi perché condividevamo l’approccio al cavallo - spiega ancora De Angelis - qui aveva spazi, cure, attenzione. Ma non li aveva in quanto leggenda dell’ippica, è così per tutti i nostri cavalli. Prima delle medaglie e dei titoli c’è il benessere degli animali. E credo che Enzo volesse proprio questo per il Capitano: che potesse trascorrere gli ultimi anni della sua vita concedendosi il lusso di essere “semplicemente” e “solo” un cavallo». Una routine semplice quella di Varenne che viveva in un box di una trentina di metri quadrati, attrezzato con tre ventilatori per sopportare il caldo torrido di queste settimane. Cinque pasti al giorno, preparati secondo le indicazioni di un nutrizionista specializzato che calibrava l’alimentazione secondo le necessità del cavallo. Aveva ancora una fidanzata, Perla Nera, che osservava anche da lontano e alla quale si avvicinava volentieri, mostrandole un’affettività quasi umana, segno che il cuore del Capitano era tutt’altro che stanco. E poi c’erano le passeggiate che d’estate era solito fare principalmente di notte.
«Era un cavallo molto intelligente - riconosce De Angelis - era lui stesso a scegliere di uscire con il buio, faceva la sua passeggiata, si godeva l’aria fresca e quando riteneva tornava nel box per riposare». Nel complesso godeva di buona salute, negli ultimi mesi aveva accusato un calo fisico generale dovuto all’età ma - spiega De Angelis - «da giugno avevamo notato una ripresa, stava meglio, nei limiti dei miglioramenti che si possono registrare in un animale di quell’età. Assimilava meno bene i nutrienti ma è un fenomeno molto comune per un animale che aveva superato i trent’anni». La sua ombra, da diciassette mesi, era Giovanni Tortoriello, collaboratore dell’allevamento che non si separava da lui neanche di notte. Non un giorno di vacanza, per sua libera e autonoma scelta, per non perdere mai di vista il Capitano. Assisterlo era un privilegio. Era con lui anche nella notte tra lunedì e martedì, quando Varenne si è spento. «Aveva passeggiato per un po’ - ripercorre, ancora provato, De Angelis - appena è rientrato ha mostrato i segni chiari di un malore fulminante. Non abbiamo neanche fatto in tempo a chiamare il veterinario. Sono due le cose che ci consolano in questo momento: che non abbia sofferto e che finalmente abbia ritrovato Enzo».
Ieri pomeriggio l’allevamento aveva i cancelli chiusi, nelle prossime ore si deciderà in quale forma sarà possibile salutare Varenne e rendere omaggio alla sua memoria. All’Asl di Salerno sarà richiesta una deroga nella speranza di poterlo seppellire proprio a Eboli senza doverlo cremare, come invece la normativa prevede dopo la morte di un animale. «In ogni caso - anticipa De Angelis - vogliamo erigere un mausoleo. Varenne va ricordato in tutte le sue sfaccettature: il campione, il cavallo, il simbolo. E lo faremo a prescindere da quelle che saranno le disposizioni relative al saluto alle sue spoglie mortali. Troveremo il modo di omaggiarlo e rendere imperitura la sua presenza qui, dov’è stato felice e amato, fino all’ultimo respiro». I nitriti dei cavalli dell’LJ si sentono dalla stradina d’accesso all’allevamento, è l’ultimo saluto alla leggenda che s’è fermata a Eboli.