San Giorgio a Cremano, la casa venduta all?asta: «Basta, voglio farla finita», l'uomo si barrica in casa
Hanno comprato all?asta i suoi ricordi di vita e l?unica cosa che ancora lo legava ai suoi genitori. Piuttosto che uscire da questa casa, ripeteva da settimane ai suoi parenti,...
Hanno comprato all’asta i suoi ricordi di vita e l’unica cosa che ancora lo legava ai suoi genitori. Piuttosto che uscire da questa casa, ripeteva da settimane ai suoi parenti, preferisco morire. Qualche giorno fa ci aveva provato, ingoiando due boccette di sedativi, e proprio la sua famiglia lo aveva salvato. Ieri, però, il dolore è stato più forte della ragione. Ha telefonato in lacrime al fratello e ha iniziato a farfugliare frasi senza senso.
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Voleva stare da solo, voleva farla finita. Il fratello è corso da lui ma ha trovato la porta chiusa: lo sentiva piangere e lamentarsi ma non voleva aprire. Voleva restare barricato in quell’appartamento, che dovrà lasciare a metà settembre, al secondo piano di via Gianturco 22. Poi si è seduto su una sedia fuori al balcone. Disperato. Lì è rimasto per oltre quattro ore, in lacrime, con la volontà di farsi del male. Sotto al palazzo si è radunata la sua famiglia, i suoi nipoti, i suoi parenti più stretti che hanno cercato, per quanto potevano, di convincerlo prima a far entrare qualcuno di loro e poi i carabinieri.
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I soccorsi
Una San Giorgio a Cremano spettrale, muta, irriconoscibile ieri pomeriggio è rimasta col fiato sospeso per quattro lunghe ore mentre i soccorritori hanno lavorato per la sicurezza di tutto, del 62enne barricato in casa, prima di tutto. La polizia locale ha bloccato gli accessi alla strada. I vigili del fuoco hanno sistemato un furgone sotto al balcone, pronti a intervenire in caso di emergenza. Erano stati chiamati dal fratello per aprire la porta ma, quando si sono resi conto che la situazione era molto più grave, hanno richiesto il supporto dei carabinieri. I militari dell’Arma con tanto di giubbotti antiproiettile hanno sorvegliato il quadrilatero che circonda il palazzo impedendo il passaggio a pedoni e auto: «È pericoloso». Una azione che ha fatto scattare per tutta la cittadina un tam tam di notizie anche un po’ troppo colorite. Il 62enne non era armato, ero solo un uomo sofferente. Ma che non fosse armato si è saputo soltanto durante la trattativa del mediatore dell’Arma. Una lunga ed estenuante trattativa vissuta col fiato sospeso dai suoi parenti che cercavano di farsi notate per dirgli di aprire quella porta. Poi, soltanto poco prima delle 18, l’uomo si è convinto. I primi a salire insieme ai carabinieri, sono stati gli infermieri del 118. Si sono sentiti rumori, come di una porta sfondata, e urla. Poi il silenzio. L’ambulanza si è avvicinata al portone del palazzo e l’uomo è stato accompagnato all’Ospedale del mare per le cure del caso. Qui è stato ricoverato per restare in osservazione, sotto sedazione.
La storia
Sessantadue anni, un matrimonio finito ormai da anni, stava cercando di ricostruire la sua vita. Dopo la separazione dalla moglie era tornato a casa dei genitori. Prima ha perso il padre, un paio di anni fa anche la madre ed era rimasto solo. Lavorava, era indipendente. Nessun apparente problema se non quell’appartamento di famiglia, intestato alla sorella, finito all’asta per una serie di vicissitudini finanziarie. Inutile qualsiasi tentativo di salvarlo. A maggio era stato acquistato all’asta. Una situazione che proprio non riusciva ad accettare. «È un brav’uomo - hanno detto alcuni conoscenti - un grande lavoratore. Ha un senso molto forte di famiglia».
La giornata
Ieri pomeriggio via Gianturco, all’uscita dello svincolo San Giorgio Centro della A3, era una strada spettrale. La sua famiglia era sotto al palazzo in silenzio. Alcuni ragazzi con le borse da palestra sono stati invitati dai carabinieri a cambiare strada. Nell’incertezza di ciò che il 62enne avrebbe potuto fare gli inquilini del palazzo e quelli delle abitazioni circostanti sono stati avvisati, uno ad uno, di non affacciarsi, di restare chiusi in casa, mentre una squadra di operai ha immediatamente provveduto a sospendere i servizi luce e gas. La preoccupazione è che l’uomo potesse fare qualche sciocchezza con il gas, sotto al palazzo c’è anche un distributore di benzina. Ma lui voleva solo fare del male a se stesso per disperazione. Per fortuna così non è stato.