Conti Pnrr e terminal di Levante, porto di Napoli: doppia scadenza
Il Mattino

Conti Pnrr e terminal di Levante, porto di Napoli: doppia scadenza

Giovedì 20 agosto 2026
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Per il porto di Napoli è il momento della verità: si avvicinano due eventi strategici che segneranno definitivamente il futuro dello scalo. Il presidente dell?Adsp Eliseo...

Per il porto di Napoli è il momento della verità: si avvicinano due eventi strategici che segneranno definitivamente il futuro dello scalo. Il presidente dell’Adsp Eliseo Cuccaro e il segretario Giuseppe Grimaldi sono impegnati in questo grande sforzo che cambierà il paradigma di tutto il porto.

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LA PRIMA TAPPA

Il Ministero dei Trasporti, con una nota a firma del Direttore generale Donato Liguori inviata l’11 agosto scorso, ha definitivamente approvato il bilancio di previsione 2026 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale che include anche i nuovi finanziamenti stanziati per 64 milioni di euro. Il prossimo 31 agosto gli uffici della Port Autority dovranno “rendicontare”, in conformità a quanto previsto dalle linee di indirizzo per la chiusura dei finanziamenti del Pnrr pubblicate dal Mit, gli investimenti completati lo scorso 30 giugno negli scali di Napoli e Salerno ed ammontanti ad oltre 290 milioni di euro che hanno visto il consolidamento e l’adeguamento funzionale di circa 1,2 km di banchine, la formazione di una nuova cassa di colmata a Vigliena da 400 mila metri cubi, il prolungamento della Diga Duca d’Aosta di 270 metri ed il suo rafforzamento con 850 metri di mantellata esterna di protezione dai marosi.

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Sono disponibili anche i finanziamenti che dovranno essere erogati entro la fine del mese di agosto per non incorrere nella perenzione dei fondi a seguito di ispezioni che potrebbero essere disposte dagli uffici della Commissione Europea. I collaudatori sono al lavoro per definire gli ultimi atti e così, al rientro dalle ferie ormai agli sgoccioli, i dirigenti ed i Rup dovranno garantire gli ultimi adempimenti per il pieno rispetto dei target del Pnrr. E mentre la Port Autority si lascia ormai alle spalle i successi sugli investimenti finanziati dal Pnrr, gli uffici direzionali lavorano senza sosta per avviare i lavori al Terminal di Levante.

LA SECONDA TAPPA

Il prossimo 15 settembre è fissato il termine concesso ai componenti del Tavolo Tecnico per proporre osservazioni ovvero proposte alternative a quelle formulate dall’Autorità di Sistema Portuale. Lo scorso 30 luglio il Segretario generale Giuseppe Grimaldi ha inviato alle società Kuwait Petroleum (Q8), Eni, Energas, Engycalosr, Italcost, Perolchimica Partenopea e Sonatrach nonché all’attuale destinatario della concessione del terminal (Conateco, gruppo Msc) un documento tecnico molto dettagliato a firma dei tre dirigenti dell’Area tecnica, della Security portuale e dell’Area manutenzione; un documento contenente una proposta tecnico-amministrativa per la risoluzione delle interferenze, che efficientemente sintetizza le problematiche ed i pericoli legati alla vicinanza tra i flussi del polo energetico e quelli previsti per il Terminal di Levante, gli investimenti fino ad oggi messi in campo con fondi pubblici dal 2000, data dell’Accordo di Programma di Napoli Est (pari a circa 270 milioni di euro) e soprattutto prospetta una soluzione tecnica di ridistribuzione degli ormeggi che consegue un ambizioso risultato: quello di non escludere nessuno e di avviare in pochi mesi le opere di completamento del Terminal di Levante.

Una soluzione che l’AdSP è stata costretta faticosamente a ricercare per tener conto che i depositi costieri non sono mai stati delocalizzati dal perimetro di Napoli orientale come invece prevede la vigente Variante al Piano Regolatore Portuale del 2004. Ed infatti, trascorsi inefficacemente oltre 30 anni, si è dovuto prendere atto che mai nessuna azione concreta è stata messa in campo per motivare gli operatori del polo energetico a spostarsi altrove. I punti di approvvigionamento dei depositi costieri sono proprio nel porto di Napoli, un porto che non è in condizione di attendere altri mesi per attivare in via definitiva il Terminal di Levante che è collocato proprio in adiacenza al Terminal Petroli. Non si è fatta attendere la risposta di Conateco che, con una nota del 10 agosto scorso a firma Presidente Pasquale Legora de Feo, ha dichiarato un’aperta condivisione della soluzione individuata dalla port Autority ed ha confermato anche di farsi carico degli ulteriori oneri connessi alla demolizione dell’esistente viadotto, oltre agli investimenti programmati per oltre 220 milioni di euro, l’assunzione di 400 unità lavorative e la progressiva movimentazione di contenitori fino anche a 2 milioni di Teu. La nota inviata alla Port Autorityed a tutti i componenti del tavolo tecnico è stata anche trasmessa al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, al vice sindaco e assessore all’Urbanistica Laura Lieto, al presidente della Regione Campania Roberto Fico. Legora de Feo ha sottolineato con molta chiarezza che per troppi anni non è stato fatto alcuno sforzo per liberare Napoli Est dai depositi costieri e che sono state impegnate rilevantissime risorse pubbliche che rischiano di restare improduttive.

«Se tale attività fosse stata conclusa per tempo non ci sarebbe stato bisogno di questo tavolo tecnico e forse i tempi di attuazione sarebbero stati molto ridotti» ha dichiarato Pasquale Legora, aggiungendo: «Di questa problematica ho personalmente investito Manfredi in qualità di sindaco di Napoli e referente dell’Area Metropolitana, il governatore Fico, il vice presidente della Regione Mario Casillo, i presidenti dell’Unione Industriali di Napoli, di Conftrasporto e della Camera di Commercio. Tutti hanno manifestato una ampia condivisione nel portare avanti questo progetto ed una forte volontà di cooperazione. Ho formalmente chiesto alla Port Autority di non perfezionare alcuna concessione pluriennale in pendenza di un accordo procedimentale sottoscritto da tutti gli operatori coinvolti al Tavolo tecnico. Nel caso dovessimo registrare azioni opache ed anomale interferenze con i livelli istituzionali – conclude Legora – nel tentativo di rallentare per lasciare tutto inalterato solo per conservare lo status quo, non esiterò ad attivare le opportune azioni giudiziarie in ogni sede ed a chiedere verifiche anche sull’attuale assetto della sicurezza della darsena Petroli. Confido molto sull’attivismo del presidente Eliseo Cuccaro e del segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale e sulla cooperazione dei diversi livelli istituzionali già coinvolti».

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