Champions League, le avversarie del Napoli: Viking, Sabah e l'allenatore che partecipò a ?Chi vuole essere milionario?
Partiamo dalla fine, perché il meglio arriva lì. C?è tanta Norvegia e tanta Inghilterra nel cammino che il Napoli affronterà da qui al prossimo 27 gennaio. Una...
Partiamo dalla fine, perché il meglio arriva lì. C’è tanta Norvegia e tanta Inghilterra nel cammino che il Napoli affronterà da qui al prossimo 27 gennaio. Una Champions lunga e bellissima, con storie intrecciate che affronteranno quelle azzurre. Partiamo dalla fine, dicevo, perché è impossibile non pensare a dove fossero Napoli e Sabah nel 2017: gli azzurri in campo a Madrid per gli Ottavi di Champions League, gli azeri in tribunale a registrare il marchio di un club che stava per nascere. E che neppure 10 anni dopo sarà in Champions League. Che storia quella del club azero, che gioca a Masazir - alle porte di Baku - e in città non conta neppure 20mila anime. Il Napoli al Tofiq Bahramov si giocherà una gran fetta di qualificazione con ogni probabilità, Perché Allegri lo sa: sono quelle le partite da vincere. Un giamaicano, un nigeriano, un ruandese e anche un guadalupense tra i disponibili per Valdas Dambrauskas, il vero pezzo da novanta della squadra.
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CHI VUOLE ESSERE ALLENATORE
26 anni fa il lituano ha partecipato all’edizione di “Chi vuole essere milionario” nel suo Paese. Con il ricavato si è pagato i corsi da allenatore in Inghilterra tra Manchester United e Fulham. È partito dalla nona divisione inglese con i Tigers di Londra, 26 anni dopo sarà in Champions League. Addirittura due sono gli allenatori del Viking, la squadra di Stavanger che vuole replicare quanto fatto dai cugini-rivali del Bodo. MortenJensen e Bjarte Lunde Aarsheim erano assistenti allenatori cinque anni fa, poi l’idea di co-allenare la squadra che è diventata campione di Norvegia la passata stagione riportando la Champions a altre latitudini. A Stavanger, negli anni ‘60, è stato trovato il petrolio. Sono abituati a gestire tesori. Lo stesso petrolio che oggi guida la squadra insieme con il suo numero 10: Zlatko Tripić da sei stagioni è a capo della rinascita del progetto Viking, nato nel 92 a Rijeka da genitori bosniaci ma figlio del calcio scandinavo a ogni latitudine.
Mercoledì sera si sono goduti la festa eliminando la Dinamo di Zagabria, che l’Europa la conosce bene. Ancora storia di allenatori per il Napoli: in trasferta ci sarà anche il Porto di Farioli, l’allenatore italiano tra i più apprezzati in giro per l’Europa. Per lui e Allegri sarà una notte speciale al Do Dragão. Dopo lo Sporting un anno fa, incrocio con altra portoghese che Alisson Santos conosce benissimo. Il calendario sarà decisivo: Farioli non ha a disposizione Agehowa ancora un po’, potrebbe essere un’arma in più per il Napoli in trasferta. Il talento non manca: c’è anche quel Gabri Veiga diventato oggetto del desiderio azzurro tre estati fa. Il presidente dei dragoni conoscerà bene il Maradona: André Villas-Boas fu sconfitto con il Chelsea a Napoli nel 2011-12 all’andata degli Ottavi di finale. Una serata indimenticabile. Al ritorno, però, il portoghese aveva lasciato la panchina a Di Matteo: e i Blues rimontarono passaggio e qualificazione.
TIMORI NORVEGESI
Torniamo in Norvegia. Anche il Bodo Glimt arriverà a Fuorigrotta. E questa non è una bella notizia: sempre meglio che affrontare i “gialli” in casa loro, è vero, ma bisognerà ricordare cosa è successo un anno fa a San siro con l’Inter. La squadra allenata da Knutsen non è più una sorpresa. Anzi. Ma non per questo fa meno paura. Come al solito non avranno nulla da perdere, con quel 4-3-3 che ha fatto scuola in Champions. La stella, mercato permettendo, resta l’ex milanista Hauge. Sarà l’ennesimo norvegese sulla strada del Napoli: quello che conosce benissimo l’azzurro è Erling Haaland: la punta del City tornerà a affrontare la difensa napoletana, come era stato un anno fa. Una sorta di deja-vù: la squadra di Allegri tornerà a Etihad per una sfida che però sembra più complessa di quella di un anno fa. Le panchine, soprattutto, saranno diverse: l’allenatore campano, però, sarà su quella degli inglesi. Per Enzo Maresca una notte speciale contro una squadra che conosce benissimo, così speciale come per Kevin De Bruyne, che in due anni lontano da Manchester sarà costretto a tornarci ancora una volta. Tanta Inghilterra negli occhi azzurri: l’altra big sorteggiata dalla prima fascia è l’Arsenal dei campioni di Premier League in carica. Arteta e i Gunners arriveranno al Maradona come era stato anche oltre dieci anni fa. Un piccolo conto da riaprire anche con i biancorossi, che in squadra oggi contano ancora quel Gabriel Jesus che tanto piacerebbe a Allegri e Manna. Un ritorno in spagna per Rafa Marin, l’anno scorso in prestito al Villarreal prima di fare base nuovamente a Napoli. Al Maradona, il calendario prevederà anche la sfida con il Club Brugge. Batterli sarà necessario per pensare a passare il girone. De Bruyne sa come si fa: nel 2011ha segnato contro di loro la prima e unica (ha segnato un poker in Premier nel 2022) tripletta della sua carriera.