Terremoto Campi Flegrei, ora Piantedosi apre alla legge speciale: «Intervento strutturale»
Il Mattino

Terremoto Campi Flegrei, ora Piantedosi apre alla legge speciale: «Intervento strutturale»

Martedì 1 settembre 2026
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Il governo dice sì alla legge speciale per i Campi Flegrei. E intanto sul tavolo dell?esecutivo arrivano gli emendamenti messi a punto dalla cabina di regia. Un doppio fronte al...

Il governo dice sì alla legge speciale per i Campi Flegrei. E intanto sul tavolo dell’esecutivo arrivano gli emendamenti messi a punto dalla cabina di regia. Un doppio fronte al centro del vertice convocato ieri in Prefettura a Napoli e presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Sono cinque i documenti con le proposte di modifica al decreto, approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto e ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge, consegnati al ministro al termine del confronto con Regione, Comuni e rappresentanti dei cittadini.

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L’obiettivo è far entrare nel provvedimento, entro la scadenza del 7 ottobre, le misure ritenute prioritarie dal territorio e, nello stesso tempo, aprire la strada a un intervento strutturale che superi la logica dell’emergenza continua. A sedere al tavolo, oltre al ministro e al prefetto di Napoli Michele di Bari, il presidente della Regione Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, i sindaci di Pozzuoli Luigi Manzoni, di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione e di Monte di Procida Salvatore Scotto di Santolo. Nel corso della riunione è stata inoltre ricevuta una delegazione dei comitati dei Campi Flegrei, tra cui “Pozzuoli esiste ancora”, che ha consegnato direttamente al ministro le proprie proposte.

Le richieste 

Sul fronte più immediato, tra le richieste c’è un contributo forfettario, fino a 30mila euro, per consentire agli sgomberati di rientrare nelle abitazioni che presentano danni lievi. Una misura pensata per accelerare il ritorno nelle case e ridurre il numero delle persone costrette a vivere ancora fuori dalla propria abitazione quando gli interventi necessari non richiedono lavori strutturali di particolare complessità.

Altro nodo sul quale si chiede un intervento del governo è quello delle difformità edilizie. La proposta è di estendere la possibilità di intervento speditivo anche agli immobili che presentano difformità minime o comunque non direttamente incidenti sulla stabilità dell’edificio. Un tema particolarmente delicato nell’area flegrea, dove la necessità di mettere rapidamente in sicurezza gli edifici si intreccia con situazioni urbanistiche e amministrative spesso complesse.

La prospettiva 

Ma la vera novità del vertice è arrivata sul piano politico. Piantedosi ha infatti aperto alla possibilità di una legge speciale per i Campi Flegrei. Una prospettiva che, fino a questo momento, era stata soprattutto rivendicata dal territorio e dalla Regione e che ora trova una prima, esplicita apertura da parte del governo. «Superata questa fase contingente, da curare con i criteri dell’urgenza - ha detto Piantedosi - credo proprio che si potrà andare a concepire, anche in tempi brevi, qualcosa che si possa individuare attraverso una legge speciale», con l’obiettivo di individuare una modalità di gestione permanente della specificità della zona dei Campi Flegrei. Un’apertura accolta immediatamente da Fico. «La legge speciale è nelle corde di tutti - ha sottolineato il presidente della Regione - perché sappiamo che i Campi Flegrei sono un unicum e vanno accompagnati da una legge di riferimento nazionale per uscire dalla logica della costante emergenza». Il presidente della Regione ha legato la necessità di un intervento strutturale alla natura stessa del fenomeno: «Il bradisismo continuerà sempre, non si interrompe con una scossa». Parole condivise anche dal sindaco di Napoli. Per Manfredi il bradisismo «non è un evento straordinario, ma un fenomeno continuo» e proprio per questo serve «un sistema amministrativo e anche finanziario» che permetta alle amministrazioni di gestire con continuità una situazione destinata a ripresentarsi. La legge speciale, secondo il sindaco, dovrebbe prevedere «procedure ben definite» per consentire agli enti locali di agire tempestivamente quando si manifesta una fase di crisi.

Il governo, dunque, apre una porta sulla prospettiva di medio-lungo periodo mentre nel frattempo si gioca la partita più urgente della conversione del decreto. Piantedosi ha lanciato un messaggio a cittadini e comitati: «Non siamo all’anno zero» e ha rimarcato che «non c’è un fronte istituzionale assente», rivendicando il valore del confronto tra Governo, Regione, Comuni e Prefettura. «C’è un problema grande che richiede soluzioni importanti, soluzioni grandi. Su una vicenda come questa nessuno può avere una bacchetta magica e trovare soluzioni nel giro di pochi giorni», ha aggiunto il ministro, indicando nella convergenza delle istituzioni un primo elemento positivo.

Adesso la palla passa al Parlamento e al governo. Gli emendamenti elaborati dalla cabina di regia dovranno essere valutati e, soprattutto, tradotti in norme entro il 7 ottobre. Settembre sarà quindi decisivo per capire se tutte le richieste avanzate dal territorio potranno essere inserite nel decreto.

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