Cocaina a domicilio per la Napoli bene, blitz al Vomero: nei guai il pusher e un medico
Il Mattino

Cocaina a domicilio per la Napoli bene, blitz al Vomero: nei guai il pusher e un medico

Mercoledì 2 settembre 2026
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Cocaina a domicilio per sfuggire ai radar delle forze dell?ordine, ma questa volta la consegna non va a buon fine. Succede in via Cilea, nel cuore del quartiere Vomero. È qui che ieri...

Cocaina a domicilio per sfuggire ai radar delle forze dell’ordine, ma questa volta la consegna non va a buon fine. Succede in via Cilea, nel cuore del quartiere Vomero. È qui che ieri sera, al termine di un appostamento mirato, i carabinieri sono entrati in azione arrestando uno specialista dello spaccio, il sessantatreenne del rione Traiano Luigi Delle Donne, e segnalando alla prefettura il suo “cliente”: un medico che aveva appena acquistato alcune dosi di “neve”.

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La brillante operazione messa a segno dai carabinieri della compagnia Vomero conferma dunque ancora una volta come le organizzazioni criminali napoletane - anche quelle più strutturate - ricorrano sempre meno alle piazze di spaccio tradizionali, preferendo la tecnica del “delivery”. Il blitz dei militari dell’Arma è stato chirurgico e non ha dato scampo a Delle Donne, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per i suoi guai con la legge e già coinvolto nella colossale retata che nel 2017 aveva decapitato il clan Petrone-Puccinelli del rione Traiano. I carabinieri, dopo averlo notato in sella a uno scooter, l’hanno pedinato con discrezione per alcuni minuti. I riscontri ai sospetti non si sono fatti attendere.

Arrivato in via Cilea, il pusher ha atteso che il professionista uscisse dal palazzo in cui vive e non appena quest’ultimo ha dato il denaro lui ha consegnato la droga. A quel punto i carabinieri sono entrati in azione, bloccando entrambi. Dall’immediata perquisizione sono così saltati fuori quattro “pallini” di cocaina e quasi 300 euro in banconote di vario taglio. Dopo una notte dietro le sbarre, questa mattina il sessantatreenne è stato processato per direttissima. Difeso dall’avvocato Marco Bernardo, il pusher è riuscito a limitare i danni, cavandosela con una condanna a un anno, a fronte dei quattro anni e sei mesi chiesti dal pm. Non solo, il giudice gli ha anche concesso gli arresti domiciliari. Il verdetto chiude la vicenda giudiziaria, ma riaccende i riflettori su un fenomeno, quello del “drug delivery”, sempre più diffuso nelle zone bene della città.

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