Inter-Napoli: lo scatto d'orgoglio
Il secondo confronto in chiave Champions League, che arriva a sei giorni da quello perso contro il Como al Maradona, è la partita dell'orgoglio per il Napoli. Oggi, sul campo...
Il secondo confronto in chiave Champions League, che arriva a sei giorni da quello perso contro il Como al Maradona, è la partita dell'orgoglio per il Napoli.
Oggi, sul campo d'Inter, gioca contro i campioni d'Italia e i suoi 75mila tifosi ma anche contro chi, ancor prima della sconfitta di domenica scorsa a Fuorigrotta, ha posizionato gli azzurri addirittura ai margini della zona Champions. Milan l'è on gran Milan, sarà pure così per gli investimenti di Inter e Milan sul mercato ma il Napoli ha le sue carte da giocare. E questo, come ha ricordato Allegri, «è uno scontro diretto». Ecco perché serve uno scatto deciso e una dimostrazione di forza da parte del tecnico e della squadra che hanno dato dispiaceri a Chivu nello scorso campionato. Il Milan di Max ha vinto i due derby, gli azzurri hanno sottratto 4 punti su 6 ai campioni d'Italia. A fine stagione, non è andata come Allegri e il Napoli speravano: hanno chiuso rispettivamente a -17 e a -11 dall'Inter, a cui fece i complimenti Conte nella conferenza stampa di congedo mentre De Laurentiis esponeva un differente e legittimo punto di vista sulla stagione che avrebbe potuto avere un altro corso se non vi fossero stati tanti infortuni.
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Ma comunque quello è il passato. Il presente è l'Inter che è partita bene, dopo aver fatto innesti importanti, anche se ha - come tutte - alcune zone d'ombra di cui il Napoli dovrà cercare di approfittare. Sarebbe un errore avere un atteggiamento remissivo come è accaduto nel primo tempo contro il Como, perché non sono stati soltanto errori individuali ad aver deciso la gara. Nella impostazione della partita può essere utile l'innesto di Alisson, che ha corsa e capacità di inserimento.
Sull'altra fascia Politano dovrà aumentare la spinta per tenere basso Dimarco. Sarà un duro test per la difesa contro Lautaro ed Esposito, che si è guadagnato il posto da titolare anche per la gioia del ct Mancini. È possibile che Chivu faccia un contenuto turnover, avendo disponibilità di uomini, perché martedì c'è la trasferta contro il Real Madrid. Diverso il discorso per Allegri, che si è trovato con alcuni giocatori inutilizzabili già in avvio di stagione e ciò ha inciso nei primi due turni sull'assetto della difesa. Si è aggiunto da pochi giorni McTominay, che nella scorsa stagione trascinò il Napoli verso la rimonta contro l'Inter al Meazza. Non c'è in organico un centrocampista con le sue stesse caratteristiche, la valutazione di Allegri è tra De Bruyne e Vergara, entrambi in attesa di giocare la prima partita da titolari.
Queste defezioni - in difesa sarà a lungo fermo Buongiorno e il rinforzo Badiashile, convocato, deve mettersi al passo dei compagni - hanno intaccato una rosa che non è rimasta inalterata rispetto alla scorsa stagione. Perché Gutierrez, venduto a 26 milioni a dodici mesi dal suo acquisto (per 19), era una buona risorsa e Lukaku non è stato sostituito. Le scelte della società sono state condivise da Allegri, che non è un aziendalista che propone la frase di comodo «alleno i giocatori che ho» ma fa una puntualizzazione importante: sono contento della squadra che alleno. Ed è contento di affrontare questa sfida, vuole viverla fino in fondo. Quella del Meazza, dove Max ha vissuto nell'ultima giornata dello scorso campionato la delusione per la sconfitta costata al Milan l'esclusione dalla zona Champions, è una partita in cui il Napoli deve dimostrare di essere davvero forte affidandosi ai colpi di Hojlund che si esalterà nel confronto a distanza con Lautaro, due volte capocannoniere nelle ultime tre stagioni, ma soprattutto guardando dentro sé stesso per comprendere quali sono i suoi orizzonti. Come e quanto la squadra potrà essere protagonista in questa stagione inizieremo a capirlo al Meazza, dove gli azzurri hanno pareggiato le ultime tre partite contro l'Inter (l'ultima vittoria risale all'era sarriana: anno 2017, 1-0 firmato da Callejon). Il dato non è soltanto statistico ma evidenzia l'equilibrio tra le squadre a prescindere dall'esito degli ultimi 4 campionati (2 vinti dall’Inter e 2 dal Napoli). E la sfida più importante per Allegri, nel terzo confronto con Chivu, è dimostrare di poter confermare tale equilibrio. Contro di lui, il suo Milan, l’Inter ha perso l’ultima partita l’8 marzo prima di una imbattibilità lunga 14 gare. Questi sono i numeri, poi c’è il campo. E la voglia di giocarsela alla pari. «Con una prestazione di spessore tecnico e agonistico», ha puntualizzato Allegri, che confida nell’attenzione della squadra e nell’equilibrio dell’ambiente. Avrà modo di conoscerlo meglio e capirà che a Napoli non si passa rapidamente dall’esaltazione alla depressione: quel tempo è finito, qui si accompagna la squadra con passione e pazienza.