La firma che Scott
Sono bastate quattro parole per sentire improvvisamente meno vicino McTominay, anzi McFratm. «Non so se rinnovo». Le ha dette con un tono elegante, visto che era in smoking al gala...
Sono bastate quattro parole per sentire improvvisamente meno vicino McTominay, anzi McFratm. «Non so se rinnovo». Le ha dette con un tono elegante, visto che era in smoking al gala dell’Assocalciatori a Milano, ma netto. Sono le parole che i tifosi del Napoli, conquistati dalla classe e dai gol di Scott non avrebbero voluto ascoltare.
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Quel ragazzo, che ha creato un ponte con la Scozia (quanti suoi personali tifosi in maglia azzurra e kilt si vedono da due anni sugli spalti dello stadio Maradona), ha il contratto in scadenza nel 2028 e sta arrivando il momento per sedersi a un tavolo con De Laurentis per ragionare sul futuro. Dopo, potrebbe essere tardi per trovare un’intesa. Recentemente è accaduto con Kvaratskhelia. La trattativa per il rinnovo (con sostanzioso aumento di stipendio) andò per le lunghe e a metà del campionato del quarto scudetto De Laurentiis chiuse l’accordo con il Paris St. Germain per 70 milioni. Khvicha aveva allora 23 anni, sei in meno rispetto a McTominay e questo potrebbe parzialmente incidere su eventuali trattative per la cessione. Che, al momento, non ci sono. E, anzi, Scott è un pilastro del progetto Napoli. Come tutti i calciatori, però, non è insensibile alla storia, al fascino e ai milioni dei top club. Quello di Mourinho, che lo allenò allo United, ad esempio. «Se mi chiamasse il Real Madrid ci penserei» ha detto al Corriere della Sera.
Quelle di Meret (scadenza 2027) e McTominay sono le più delicate trattative per i rinnovi. Un portiere ha bisogno di avvertire la fiducia più di tutti gli altri. Un centrocampista come Scott, superato il problema fisico, può tornare ad essere protagonista sulla scena italiana ed europea. A un “non mercato”, comunque chiuso con un saldo negativo di 16 milioni, non può seguire uno stato di incertezza come quello legato a due importanti prolungamenti di contratto. Ecco perché le quattro parole di McTominay hanno avuto un acre sapore per i tifosi azzurri. Hanno bisogno di certezze (e Scott sicuramente è tale) in un avvio di stagione complicato. Non soltanto per gli errori nella partita con il Como (e anche per l’arrendevole atteggiamento visto nel primo tempo, distante da quel carattere che fece la differenza nelle stagioni degli scudetti) pagati con la sconfitta al Maradona ma anche perché si è allungato l’elenco dei giocatori indisponibili, o in ritardo di condizione: di ieri mattina la notizia dell’operazione di Giovane, finora oggetto misterioso (pagato 20 milioni), per ernia inguinale.
Se il Napoli vuole contare sul supporto della sua gente deve mandare segnali chiari dall’interno. Il dubbio manifestato da McTominay dopo un mercato con 15 cessioni, delle quali però soltanto la metà a titolo definitivo (tra un anno gli altri giocatori rientreranno alla base), amareggia la tifoseria che riconosce allo scozzese anche il ruolo di leader. E Allegri ne avvertirà certamente l’assenza domani al Meazza, dove Scott nella partita contro i nerazzurri di otto mesi fa fu l’assoluto protagonista, consentendo al Napoli con la sua doppietta di rimontare due volte e di tenere aperto il duello scudetto. A fine partita, ricorderete, fece l’elenco dei compagni assenti per sottolineare quanta forza fisica e morale avesse la sua squadra. Ne servirà a Milano.