Napoli, via i chioschi dal lungomare per l'America's Cup: «Ma torneranno più piccoli e con un nuovo piano»
Sono iniziate le operazioni di rimozione dei chioschi sul lungomare di Napoli nel tratto tra via Caracciolo e la Rotonda Diaz dove sono partiti i lavori per l'allestimento del Villaggio per le...
Sono iniziate le operazioni di rimozione deichioschi sul lungomare di Napoli nel tratto tra via Caracciolo e la Rotonda Diaz dove sono partiti i lavori per l'allestimento del Villaggio per le regate preliminari diCoppa America, in programma dal 24 al 27 settembre. La rimozione al momento riguarda i primi 4 chioschi, ma complessivamente saranno 19 quelli eliminati. I chioschi furono posti sotto sequestro dalla Procura due anni fa a seguito di un controllo da parte della polizia municipale che accertò il mancato pagamento dell'occupazione di suolo pubblico.
APPROFONDIMENTI Al Centro Direzionale e a Bagnoli arriva il Telepass: tutto sul nuovo metodo di pagamento dei parcheggiNapoli, molo San Vincenzo: sprint per le botteghe borbonicheEuropei di volley a Napoli, tutto pronto per l'esordio degli azzurri : ecco il nuovo dispositivo di circolazioneDue anni in cui si sono susseguite manifestazioni da parte dei titolari dei chioschi e diversi sono stati i tavoli convocati dall'amministrazione comunale per trovare una soluzione. «Siamo arrivati alla risoluzione di una vicenda che ha causato tanto dolore - spiega l'assessore alle Attività produttive, Teresa Armato - abbiamo lavorato insieme alla Procura e ci siamo più volte confrontati con i titolari per individuare una soluzione».
I chioschi saranno poi smaltiti a carico dei proprietari. Ma il lungomare di Napoli non perderà i chioschi per sempre. «Abbiamo lavorato con l'assessore Laura Lieto, e con la partecipazione di docenti della Federico II, - sottolinea Armato - alla definizione di un piano affinché nuove strutture possano essere ricollocate, seguendo criteri di uniformità stilistica, dimensioni più piccole e una collocazione non lato mare». Un piano che sarà sottoposto alla Soprintendenza attraverso la convocazione di una Conferenza dei servizi.