Agguato in piazza Carolina, mano dura del giudice:«Processo ai babypistoleri»
Il Mattino

Agguato in piazza Carolina, mano dura del giudice:«Processo ai babypistoleri»

Martedì 8 settembre 2026
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Zone d’ombra, se non vere e proprie omissioni, ma soprattutto la mancata presa di coscienza del tremendo crimine di cui si sono resi protagonisti. Sfilano davanti al giudice minorile, uno dopo l’altro, i ragazzini con in tasca il sogno di diventare dei ras. Un’ambizione oscura, coltivata a suon di piombo e terrore. Sono ancora impresse sulla pelle della città le immagini sconvolgenti di quanto accaduto la notte del 12 dicembre scorso. All’intersezione tra piazza Carolina e via Chiaia, nel cuore del salotto buono di Napoli e a due passi dalla Prefettura, si affrontano due paranze rivali.

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Quartieri Spagnoli da una parte, Pallonetto di Santa Lucia dall’altra. In mezzo una raffica di colpi di pistola esplosa senza dare il minimo peso alla presenza dei tanti giovanissimi che in quel momento stavano animando la movida di Chiaia. Un regolamento di conti in piena regola, al quale avevano poi fatto seguito in tempi record sette arresti, tra cui quelli di quattro minorenni. Per questi ultimi, ieri mattina, è arrivato il primo giro di boa giudiziario. Ascoltate in aula le loro dichiarazioni e presunte confessioni, il giudice Anita Polito ha rigettato per tutti l’istanza di messa alla prova.

Giallo in aula

L’udienza celebrata ieri - la prima dopo le richieste di rito alternativo - segna dunque l’inizio della fase clou dell’iter processuale chiamato a fare luce su una vicenda dai contorni ancora incerti e, soprattutto, dal novero dei protagonisti non del tutto delineato. I quattro presunti babypistoleri non si sono sottratti all’esame, accettando di rispondere alle domande del giudice e del pubblico ministero Ugo Miraglia. Le loro dichiarazioni si sono però rivelate tutt’altro che convincenti o esaustive. Difesi dagli avvocati Domenico Dello Iacono e Leopoldo Perone, i due giovanissimi componenti della gang dei Quartieri Spagnoli, la stessa che sarebbe stata capeggiata dal “rampollo” Vincenzo Giovanni Percich, coindagato nel filone a carico dei tre maggiorenni, hanno ammesso le proprie responsabilità. Dagli insulti all’appuntamento e al piombo il passo sarebbe stato quindi assai breve. Il motivo dello scontro è però rimasto un grande punto di domanda. Di tutt’altro tenore l’intervento reso da uno dei due ragazzini della gang del Pallonetto, assistito dal penalista Giuseppe De Gregorio. Il giovanissimo, l’unico a non rispondere di tentato omicidio ma “solo” dell’accusa di armi, ha negato con forza il proprio coinvolgimento nella vicenda e di aver mai passato la pistola all’amico. Ricostruzioni monche, infine, anche da parte del quarto imputato, difeso invece dall’avvocato Tiziana De Masi. Un muro di reticenza che alla fine ha spinto il giudice a sbarrare la strada alla sospensione del processo.

Tutti a processo 

Niente scorciatoie, dunque, né percorsi di riabilitazione anticipata: per i quattro giovanissimi imputati la strada della giustizia resta quella ordinaria del giudizio di merito. Con il “no” definitivo alla messa alla prova e l’accoglimento del rito abbreviato, il fascicolo passa direttamente alle battute finali. L’appuntamento decisivo in aula è fissato per la fine di ottobre. In un’unica udienza si consumeranno la requisitoria del pm Miraglia con le richieste formali di condanna, le arringhe dei difensori e la pronuncia della sentenza da parte del giudice Anita Polito, chiamata a mettere un primo, pesante punto fermo su una delle notti più buie della movida napoletana.

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