Il Golfo si accende per l?America?s Cup: «Napoli è perfetta»
Il Mattino

Il Golfo si accende per l?America?s Cup: «Napoli è perfetta»

Venerdì 25 settembre 2026
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Il minimo comune denominatore è l?entusiasmo. E si fa fatica a dargli torto. Perché non tutti i giorni accade di ritrovarsi su una terrazza così bella e suggestiva come...

Il minimo comune denominatore è l’entusiasmo. E si fa fatica a dargli torto. Perché non tutti i giorni accade di ritrovarsi su una terrazza così bella e suggestiva come quella del Castel dell’Ovo. Da lì, ieri mattina, hanno parlato gli skipper delle 9 imbarcazioni che da oggi si daranno battaglia nelle acque del Golfo di Napoli. Due batteranno i colori di Luna Rossa che schiera il team senior (nel quale sono stati promossi Marco Gradoni e Maria Giubilei) e il team Youth&Women, due sono le barche del defender Team Emirates New Zealand e due sono le barche inglesi (GB1 e GB2). Poi una barca a testa per ARC Team Usa, Alinghi e Le Roche Posay, in attesa degli australiani che faranno capolino nelle acque napoletane solo con l’inizio delle regate del 2027.

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Pronti via 

«Napoli è un posto meraviglioso dove regatare», dicono praticamente in coro tutti gli skipper in conferenza stampa. Perché al netto di specifiche tecniche, vele da rappezzare e foil da mettere in funzione, le condizioni atmosferiche e la cornice la stanno facendo da assoluti protagonisti. «Vento e mare qui sono perfetti», spiegano Peter Burling - skipper neozelandese di Luna Rossa - e Nathan Outteridge che è al timone di New Zealand. Una cosa è certa, queste pre-regate (da oggi a domenica) saranno solo l’antipasto in vista della grande abbuffata del 2027. Già ieri, nelle regate di allenamento, hanno iniziato a darsi battaglia gli AC40, ovvero i fratellini in versione miniatura dei giganti del mare attesi già nei prossimi mesi a Napoli: gli AC75. Le pre-regate, infatti, sono riservate alle imbarcazioni più piccole che prevedono solo 4 uomini di equipaggio a bordo, a differenza dei fratelli maggiori dove i posti sono 6: 5 destinati alla crew e uno “Bonus” che ogni team potrà destinare a un ospite diverso per ogni regata ma che non avrà alcun compito dal punto di vista operativo. Siamo ancora a delle sfide “amichevoli”, ma nessuno vuole perdere. Ecco perché ogni team sta lavorando nei minimi dettaglio per farsi trovare prontissimo all’appuntamento.

Generazione di fenomeni 


Accomodato accanto agli “colleghi” spicca un ragazzotto dal viso gentile. Occhiali da sole di ordinanza e berretto con visiera bianco. Indossa i colori di ARC Team Usa. Ha 24 anni e risponde al nome di Harry Maltese IV, perché il quarto della sua generazione a piazzarsi al timone di una barca a vela. Suo padre, suo nonno e il suo bisnonno hanno scritto pagine indimenticabili di questo sport e di questa Coppa, e adesso sta a Harry IV tenere alto il nome di tutto l’albero genealogico. «Pressione? Macché. È solo una grande fortuna poter portare questo nome e avere questa responsabilità. Sono molto fiero di quello che ha fatto la mia famiglia prima di me», ammette senza spocchia ma con la consapevolezza di non poter sbagliare. Fa specie perché rispetto agli altri skipper è sicuramente tra i più giovani, ma soprattutto è l’unico che per raggiungere la terrazza del Castel dell’Ovo ha dovuto utilizzare le stampelle. «Nei giorni scorsi mi sono rotto un piede», spiega ammettendo di non voler assolutamente perdersi questa competizione per la quale si sente concentrato al 100%.

Sfida senza quartiere

Se la ride accanto a lui Peter Burling, l’ex che (almeno al momento) non ha il dente avvelenato. Ha lasciato da vincente New Zealand per accettare la sfida di Luna Rossa. «Navigare qui è meraviglioso. Siamo pronti per dare spettacolo anche se il nostro obiettivo non è solo questo delle pre-regate ma farci trovare pronti alla sfida nel 2027. Sono molto eccitato per l’inizio della gara. Questa città è bellissima, credo sia davvero difficile trovare qualcosa del genere altrove. Sappiamo che le condizioni del meteo e del vento cambieranno e infatti sono già cambiate dalla fine dell’estate a ora ma è tutto stupefacente». Innanzitutto vorrà provare a battere i “fratellini” della barca dei giovani e delle donne al cui timone ci sarà Margherita Porro. «Sappiamo di aver fatto un grande lavoro e infatti Maria Giubilei è stata premiata con la promozione nel team senior insieme a Marco Gradoni. Nelle pre-regate di Cagliari avevamo dimostrato di essere alla pari della senior ed è bello vedere che sia ora con loro. Ma noi faremo il massimo per essere al loro livello anche qui a Napoli». E poi, ovviamente, ci sono i neozelandesi che sono quelli da battere. Perché sono i campioni in carica. Perché sono i defender e perché con quelle barche nere nere fanno paura a tutti. Vanno forte, anzi vanno fortissimo. Sfrecciano a tutta velocità da mesi nelle acque del Golfo, in attesa di vedere da queste parti l’AC75 che come hanno svelato in anteprima addirittura prima dell’estate avranno le “ali” azzurre con tanto di scritta Napoli per rendere omaggio alla città ospitante della competizione.

Al timone di New Zealand c’è Nathan Outteridge, uno che quando si tratta di vittorie se la batte con i più forti di sempre tra medaglie olimpiche e mondiali. «Non vediamo l’ora di iniziare», parte subito forte. «A Napoli mi sento a casa così come si sente a casa la mia famiglia che è qui con me da prima dell’estate. Scendiamo in spiaggia e miei figli si divertono da impazzire. Poi ovviamente c’è il lavoro, ci sono le regate e noi ci stiamo dando da fare per essere prontissimi a competere a livelli altissimi come da nostra tradizione». Si comincia oggi (dalle 14 alle 16 circa): tre regate al giorno per tre giorni. Tutte regate di flotta fino all’ultima sfida di domenica tra i primi due del girone che si sfideranno in un match race. Buon vento.

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